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Ho chiesto a Rita, una carissima amica, di ricordare il suo amatissimo Bibi.

Ecco le sua commossa e commovente testimonianza

 

Come posso raccontare, senza commuovermi la storia di Bibi che, seppur nel ricordo, continua a frequentare assiduamente le mie giornate con la sua sagometta seduta accanto a me sul prato mentre curo le aiuole del giardino ; o vigile sul sedile posteriore dell'auto mentre manovro o mentre gli recito, guidando, la lista delle commissioni ; o fremente nell'attesa di uscire ; o festosa ai cenni di risveglio mattinale ?

16 anni di impagabile, ininterrotta felicità!

Grande è il rimpianto perchè troppo bello è stato il tempo con lui, illuminato ora dal bagliore di tenere visioni a partire dall'ingresso nella nostra vita, a due mesi, subito adottato dalla vecchia setter che per un anno gli fu tiepida cuccia, madre paziente e martirizzato giocattolo.

Ed eccolo tentare i gradini di casa e rotolare alla prima scalata e ricominciare imperterrito rivelando così la sua indelebile e ,  per me avvincente , caparbietà.

I primi anni con il mio papà, due single in assoluta libertà.

Quante fughe tra i campi, quanti giochi con il cagnetto un po' randagio e trascurato dei vicini, quanta sfrenata allegria ad ogni nostro arrivo!

Poi la smemorata malattia del papà e gli anni in città : trasferta comunque felice,perchè la paziente attesa delle passeggiate era compensata dalla costante compagnia e dall'attenzione di tutto il clan, ricambiata con chiassose accoglienze.

E il ritorno in campagna : la laboriosa riappropriazione del territorio minacciato dall'andirivieni gattesco, i lunghi riposi dell'incipiente vecchiaia, gli slanci gioiosi, intensi ma sempre più brevi, per ogni gradita sorpresa, un osso, un cioccolatino,gli stanchi dietrofront dopo una breve passeggiata.......

Qui mi fermo, piangendo

                                  Rita

 

Segue

 

 

Poi la smemorata malattia del panni in città : trasferta comunque felice