Faceva molto freddo nel gennaio del 1984, quando, in un magazzino la cui porta si affacciava su una stretta calle di Venezia,ho aperto, per la prima volta i miei occhi alla vita.
Per qualche tempo, con i miei fratellini, ho goduto del calore e della pappa fornitami dalla mia mamma.
Ma la pacchia è finita in un lampo. Ben presto mi sono trovata sola a difendermi da vari nemici, soprattutto umani!
Non ho molti ricordi di allora, ma so che un giorno è accaduto una specie di miracolo.
Niente di eccezionale, è vero, ma mi sono accorta che avevo un riparo " fisso ", una finestra con grata in una calle non molto frequentata dalle parti di Rialto ma che, soprattutto, alla mattina una signora dal viso dolce e dai capelli scuri , mi portava un cartoccio con del cibo : una volta era pesce, una volta era carne.
A volte la sostituiva una signorina più giovane, con gli occhiali, molto gentile. Da lei mi lasciavo anche accarezzare.
Intanto era arrivata la primavera e a me sembrava di essere in paradiso !!
Arrivò anche l'estate ed erano i primi di luglio, quando dei ragazzacci , una sera, passando per la calletta che era diventata la mia casa, si divertirono a tormentarmi con delle sigarette accese, lasciandomi impaurita e dolorante.
La mattina seguente le mie amiche arrivarono, stavolta insieme, mi videro malridotta, confabularono un po', mi sentii sollevare delicatamente ... e mi ritrovai qualche tempo dopo in una morbida cuccia.
Non c'era più la finestra, la grata, era sparita anche la calle. C'erano invece quattro occhi che mi guardavano preoccupati.
Avevo dolori un po' dappertutto ed ero tutta fasciata, ma , chissà perchè, ero felice. Non lo sapevo ancora, ma avevo trovato una casa e con essa due amiche affettuose e fedeli. Il mese prima avevano detto addio per sempre a Lea , la loro gatta ed io ero arrivata al momento giusto.
Era già il 23 luglio, non mi ero resa conto del passare del tempo, ma ero stata curata dalle ustioni e anche sterilizzata.Ecco il perchè di quelle fasciature!
Da
allora ho condiviso la mia vita con le mie amiche, sono stata la loro compagnia
e il loro sostegno. Ho pianto con loro quando nel dicembre del 1993 ci ha
lasciate il loro "nipotone" Gianluca, un bel ragazzo biondo di 21 anni
che, scherzosamente mi chiamava "cuginetta", ho provato una stretta al
cuore quando nel giugno del 1996 mi sono sentita rinchiudere in una cesta e
trasportare prima in motoscafo, poi in macchina verso una destinazione
sconosciuta.
Ho avuto tanta paura, temevo di essere abbandonata. Ho fatto anche un veloce esame di coscienza , ma ero stata brava, come sempre.
Invece mi sono ritrovata in una nuova casa, in periferia, più piccola di quella che avevo lasciato, ma vi ho ritrovato subito la mia cuccia, le mie ciotole, la mia cassettina, il lettone, ma soprattutto c'erano ancora le mie amiche con me! Che sollievo !
Dicono che i gatti si affezionano alla casa e non agli esseri umani. E' una sciocchezza! Non ho mai rimpianto nulla, dopo un giorno o due di "trambusto" la mia vita era quella di prima.
Sono trascorsi due anni dal mio arrivo a Favaro, quando all'improvviso, una brutta mattina di maggio se n'è andata la mia amica Pinetta.
Ho provato nel mio cuoricino di gatta un grandissimo dolore e da allora ho tentato e tento di rendere meno triste "mamma Mariagrazia" che ora è rimasta sola.
Vorrei
farle capire che non è così. Spesso la notte, quando mi sveglio nella mia
cesta posata sul lettone, mi prende la paura e mi avvicino nel buio alla mia
padroncina e l'accarezzo con la zampina per essere sicura che c'è.
Mi rendo conto che la sveglio, ma non l'ho mai sentita lamentarsi, anzi mi accarezza, mi bacia e mi rimette nella cesta. A volte sorride, spesso lo fa tra le lacrime.
Sono viziata, lo so benissimo, ma sono anche "vecchietta"!!! Ho più di diciotto anni, accetto un solo tipo di cibo in scatoletta, sgranocchio solo un certo tipo di croccantini senior, ogni mattina mangio mezzo vasetto di omogenizzato di pollo e vitello ( anzi è la mia "mamma" che mi imbocca con un piccolo cucchiaino )
Due volte l'anno ,d'estate, mi ritrovo in una cesta posata sulle ginocchia della mia "schiavetta", in una macchina piena anche dei miei bagagli, e dopo un viaggio tutto sommato abbastanza confortevole arrivo in una casa in montagna. E' sempre la stessa ed è stata una fortuna poterla affittare.
Ricordo che quattro anni fa " mamma Mariagrazia " ha fatto un sacco di telefonate per poter trovare una casa dove potessi essere accettata anch'io. Sembrava che un grumetto di ossa e ciccia coperte di pelo fossero un pericolo pubblico ! Mah, certo che gli umani sono ben strani !
So che in qualche negozio c'è una scritta " Qui non posso entrare " riferita ai cani, ma ovviamente anche ai gatti. A me sembra assurdo che in quei negozi possa magari entrare un ladro, mentre io sarei costretta a restare fuori.
La mia amica-padrona-schiavetta non si fa problemi : in quei negozi non entra neppure lei. Ha un bel caratterino, è per quello che andiamo d'accordo!
Siamo
ad aprile del 2002, è una bella giornata e oggi, dopo tanto tempo, ho potuto
uscire sul terrazzo a prendere un po' di sole. Ho appena finito il mio pranzo (
il menu prevedeva dadini di vitello e formaggio in gelatina ) e fra poco
inizierò il mio consueto lungo pisolino pomeridiano.
Sono vecchietta, è vero e certo non ho più l'energia di un tempo. Mamma Mariagrazia mi controlla, mi guarda con un' attenzione ancora maggiore di quella di sempre.
Spero di poter stare ancora a lungo con lei soprattutto perchè "so" che lei ha tanto bisogno di me. So , però, che in un luogo che io immagino come un immenso prato verde e pieno di luce, qualcuno mi sta aspettando per accarezzarmi e per quel qualcuno ho pronta una quantità infinita di fusa.
E intanto i giorni passano ed io sono serena e ringrazio ogni giorno quei ragazzi cattivi e crudeli che tanti anni fa si sono divertiti a far del male ad una piccola creatura indifesa e non sanno di averle cambiato la vita.
A tutti i gatti , a tutti gli amici dei gatti e a tutti gli amici degli amici dei gatti mando un lunghissimo, affettuoso, sonoro miao!
Milly
