Il lupo e il cane
Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben
pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda:
- Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più
forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe.
- Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con
il mio padrone. C'è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa
i ladri.
- Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve
e di affannarmi in cerca di cibo.
Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha
un segno intorno al collo.
- Che cos'è questo, amico? - gli domanda.
- Sai, di solito mi legano.
- E, dimmi: se vuoi puoi andartene?
- Eh, no - risponde il cane.
- Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco
morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.
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La rana gonfiata e il bue
Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa
dall'invidia per quell'imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese
poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no.
Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più
grande.
Quelli risposero: - Il bue.
Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e
mori.
Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi,
finiscono male.
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La volpe e il corvo
Messer corvo aveva trovato sul davanzale della
finestra un bel pezzo di formaggio: era proprio la sua passione e volò sul ramo
di un albero per mangiarselo in santa pace. Ed ecco passare di là una volpe
furbacchiona, che al primo colpo d'occhio notò quel magnifico formaggio giallo.
Subito pensò come rubarglielo.
"Salire sull'albero non posso" si disse la
volpe, "perché lui volerebbe via immediatamente, ed io non ho le ali…
Qui bisogna giocare d'astuzia!".
- Che belle penne nere hai! - esclamò allora
abbastanza forte per farsi sentire dal corvo; - se la tua voce è bella come le
tue penne, tu certo sei il re degli uccelli! Fammela sentire, ti prego!
Quel vanitoso del Corvo, sentendosi lodare, non
resistette alla tentazione di far udire il suo brutto cra crà!, ma, appena aprì
il becco, il pezzo di formaggio gli cadde e la volpe fu ben lesta ad afferrarlo
e a scappare, ridendosi di lui.
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