Nei pressi del borgo antico di Bari , a
pochi metri dalla cattedrale romanica dedicata a San Sabino, é
situato il Castello normanno-svevo, la maggiore opera
fortificata posta in passato a difesa della cittá. Fu costruito
nell'XI sec. dai Normanni, che promossero una intensa
riorganizzazione civile e religiosa della cittá, dando grande
impulso ai traffici marittimi e risollevandola dal periodo
vissuto sotto la precedente dominazione bizantina. Questi ultimi
si vendicarono nel 1156 d.C., guidati da Guglielmo il Malo,
misero a ferro e a fuoco la cittá distruggendo anche il
castello, che era stato edificato su un'antica rocca di difesa
greca o romana di cui e ancora possibile intravedere resti di
mura ciclopiche alla base di una delle torri. La fortezza venne
poi ricostruita ed ampliata da Federico II, in attuazione del
suo vasto programma difensivo contro nemici interni ed esterni.
Risale dunque al XIII sec. il nucleo primitivo del castello di
forma quadrangolare, e protetto da quattro torri angolari delle
quali solo due sono in buono stato; nel decennio scorso sono
state scoperte a sud e ad ovest, le fondamenta di altre due
torri poligonali.
Il castello subí notevoli restauri nel periodo angioino, e fu
poi ulteriormente ingrandito dagli Spagnoli, con la poderosa
"incamiciatura" bastionata con torrioni angolari a
forma di lancia, piú piccoli sul lato del mare, giá difeso
dall'acqua, e di dimensioni imponenti verso la cittá, costruiti
per adeguare la fortezza a nuove esigenze belliche dominate
dalle armi da fuoco.
E' questo il periodo (XVI sec.) in cui Isabella d'Aragona si
stabilí, insieme alla figlia Bona Sforza, nel castello,
trasformandolo in ricca dimora rinascimentale e regalandogli
l'ultimo periodo di splendore. Dopo il '500 infatti la
fortificazione decadde velocemente, diventando sotto i Borboni,
prima carcere e poi caserma (una delle torri sulla sinistra, é
detta "dei minorenni" perché dal 1832 in poi vi
rinchiudevano i minori d'etá che avevano commesso reati. Oggi
il castello é sede della Sovrintendenza Archeologica e della
Gipsoteca Provinciale ed ospita spesso manifestazioni culturali
e mostre.
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