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Con i suoi quasi 1500 metri di altitudine è il
castello più alto d’Italia e fra i più elevati d'Europa, oltre che
uno dei più antichi centri abitati dall'uomo in Abruzzo.
E' una delle fortificazioni che maggiormente si fonde con l'impervio
territorio roccioso che lo circonda, costruito interamente in
bianchissima pietra calcarea e posto a cavallo di una cresta a dominio
della valle del Tirino e della piana di Navelli. Da qui si può godere
di una spettacolare panorama su Campo Imperatore e il Gran Sasso. Il suo
ruolo principale era quello di controllare il più importante percorso
tratturale aquilano che passava sotto le sue mura.
Il maschio centrale di forma quadrata, oggi parzialmente scapitozzato,
sembra essere stato una torre d'avvistamento altomedievale, se non
addirittura romana. L'ingresso è posto a circa 5 metri da terra.
Attorno ad esso si è sviluppata una cinta muraria quadrata dotata di
singolari torrioni circolari ad ogni angolo, fortemente scarpati ma
privi di apparato difensivo a sporgere.
Le sue non grandi dimensioni rendevano Rocca Calascio adatta solo a
scopi militari e ad ospitare un esigua guarnigione, per questo ai suoi
piedi si sviluppò il borgo, ben presto cinto anch'esso da mura, per
difendere la popoalzione dalle scorrerie di invasori e pirati, che dalla
costa sempre più spesso interessavano anche le valli più remote.
La Rocca e collegata al borgo da un ponte in legno, un tempo retrattile.
Nel 1703 un disastroso terremoto ha danneggiato il castello ed l'abitato
di Rocca Calascio: furono ricostruite solo le case nella parte più
bassa e molti abitanti preferirono trasferirsi nella sottostante
Calascio, paese di recente origine.
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