Regia:Vittorio De Sica

Paese:Italia

Anno:1952

Durata : 89' - B/N

INTERPRETI

Carlo Battisti - Maria Pia Casilio - Memmo Carotenuto

 

 

 

La storia è molto semplice: è quella di un pensionato che non ce la fa a tirare a campare con la sua magra pensione di funzionario del ministero. I personaggi scorrono via sulla pellicola: vediamo la polizia, i vecchi pensionati, i barboni, la padrona di casa, i suoi amici, i portantini, i medici, la suora, l'ex collega d'ufficio, gli impiegati del canile, il militare, i mendicanti, insomma quasi tutti sembrano sordi alle emozioni. Un'umanità cinica, in cui ognuno pensa a sé stesso. Non ci sono affetti, pietà, non c'è amicizia.

È il dramma di un uomo che ha lavorato tutta una vita onestamente ed ora, solo, si trova ad avere problemi economici è vissuto con un'estrema dignità da Umberto, ignorato dagli altri. Unico amico e compagno è il suo cane, un bastardino. Unici gesti e parole di conforto sono quelle di Maria. Con lei il vecchio ha quasi una forma di affetto, riservato. Sembra un vecchio padre o un nonno. La rimbrotta dicendole "Hai fatto i compiti? Certe cose avvengono perché non si sa la grammatica, tutti ne approfittano! Degli ignoranti."

Unico piccolo gesto di aiuto quello di un vicino di letto in ospedale. Il resto dell'umanità vive la sua vita cinicamente e non degna Umberto nemmeno quasi di un gesto di pietà. Anche quando gli sguardi si posano su di lui, subito si ritraggono in preda ad egoismo che cela la paura. I gesti d'amore non sono contemplati in quella società, tutta reclinata su se stessa, sui propri interessi dell'oggi. Le parole che i personaggi si scambiano sono drammaticamente significative e distanti, il commendatore gli domanderà: "Secondo lei ci sarà la guerra?" cui Umberto risponderà: "Mah!" ... una guerra cinicamente era già in atto, tutto attorno a lui.

Questa umanità ricorda quella di Napoli Milionaria, di quel "Adda passa a nottata". Lo stesso è per Maria, che aspetta un bambino, il militare la lascerà, lo stesso per la piccola Daniela, cui non sarà permesso di tenere Flick.

Infine Flick, un bastardino, l'unico che nutre un po' d’amore verso Umberto e che alla fine lo salva dalla morte e con cui si incammina verso un futuro che non sappiamo come e quale sarà. Non è un finale col sorriso, ma amaro, è un chissà ... e lo spettatore deve domandarsi quale sarà questo futuro, deve farlo, non si può alzare cinicamente dalla sua sedia senza farsi questa domanda.