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di J.G. Ballard
In un futuro prossimo (forse
il passato), a causa di una catastrofe astronomica, la vita sulla Terra si è
modificata radicalmente. La temperatura del pianeta - diventata
insopportabilmente calda in modo repentino - è in continuo aumento e costringe
gli esseri umani, assai ridotti di numero e ormai sterili, a sopravvivere
attorno circolo polare artico. Tutto quello che era memoria dell'uomo - edifici,
cose, terreni - viene inesorabilmente assorbito da una giungla tropicale e
coperto dall'acqua paludosa, innalzatasi a causa dello scioglimento dei ghiacci,
riproponendo così una situazione ambientale assai simile a quella del periodo
fra l’era Paleozoica e l’era Triassica.
Limite settentrionale di quella che noi consideriamo attualmente fascia
temperata dell'Europa (poi si scoprirà che ci troviamo dalle parti di Londra).
Il dottor Kerans, biologo, è testimone e insieme parte di questo maestoso
cambiamento.
. Il protagonista, come altre figure del romanzo, sogna il suo ritorno ad uno
stato primitivo, di rettile, e il suo desiderio preponderante è quello di
seguire il caldo e il sole. Alla fine questa sua insopprimibile tendenza si
realizzerà veramente e la sua integrazione col nuovo mondo si completerà, fra
ostacoli e circostanze concomitanti.
Dei suoi romanzi questo, insieme a "Foresta di cristallo", è quello
dove la sua vena fantastica si evidenzia e raggiunge livelli mai più raggiunti.
Si delinea la sua attitudine all'utilizzo di pochi personaggi
"simbolici" (un teatro nel romanzo), al ristabilire la società più
consona all'uomo, che è quella tribale, incentivate e amplificate dal suo
tipico stile obiettivo, senza empatia, in base al quale i questi personaggi si
definiscono attraverso le loro azioni e, specificatamente, nel modo in cui si
rapportano al nuovo ambiente (che si rivela sempre più ostile e sottilmente
intrigante). Da notare, poi, quanto costoro ricordino curiosamente gli eroi un
po' bidimensionali delle storie d'avventura degli anni '50. Eroi perché
dichiarino fino in fondo le loro convinzioni e le loro attitudini. A fronte del
biologo introverso e apatico, conosceremo allora il colonnello Riggs, sempre
pronto all'azione ed intenzionato a far valere con tutte le sue forze la
predominanza dell'attività umana, oppure la sua variante impazzita incarnata da
Kenal e i suoi coccodrilli addomesticati. Oppure Beatrice, delicata figura
femminile alla Edgar Allan Poe
E poi l'acqua, portatrice questa volta di morte e entropia, che comanda i
destini e le menti degli uomini.
Al di là dell'elemento fantascientifico , il romanzo si mantiene di
qualità elevata per la capacità di coinvolgere il lettore e il parteggiare
continuamente per il Kerans apatico e fatalmente destinato all'annientamento, e
che tuttavia è colui che incarna l'uomo del futuro - di quel futuro , un
, appunto, in cui la madre natura ritorna a essere padrona, dopo essere stata
dissanguata e abbrutita dai suoi figli più illuminati.