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di R. Vacca
Ingegnere elettronico e dei sistemi, ex dirigente industriale, scrittore di saggi e di romanzi, impegnato nella realizzazione di programmi televisivi di divulgazione tecnica, scientifica ed economica, Vacca è talvolta indicato come "futurologo", con riferimento a due dei suoi libri più famosi Medioevo prossimo venturo (1971) e Rinascimento prossimo venturo (1986): ma gli scenari, inquietanti o sereni, apocalittici o rosei, che egli traccia nei suoi lavori, non si basano su una sfera di cristallo o su suggestioni variamente indotte, bensì su dati economici e statistici, su analisi e modelli matematici, su complesse elaborazioni e previsioni di sviluppo possibile. Nel volume del 1986 Vacca scriveva: "La via per il rinascimento nuovo è culturale. Le sue tappe sono: prevedere gli sviluppi industriali che daranno il nuovo boom, progettare la società della conoscenza – che è la vera, unica fonte di ricchezza. Ma per raggiungerla occorre un sistema di educazione universale. Questo includerà anche l’editoria elettronica (leggeremo più su video che su carta. Sapremo di più spendendo di meno) ". A più di dieci anni di distanza siamo in grado di verificare l’esattezza di questa come di altre previsioni di Vacca.
Sarà pertanto di estremo interesse ascoltare quale siano gli sviluppi realizzabili che Vacca delinea per il nostro prossimo futuro, quali i sogni possibili e gli obiettivi raggiungibili alla vigilia del terzo millennio. La cornice di riferimento, per Vacca, è sempre la necessità un nuovo umanesimo, in grado di coniugare senza alcuna dicotomia sviluppo culturale e sviluppo tecnologico; un’autentica fede nel potere e nell’unicità della conoscenza, che gli fa dire "Troppa gente si frega con le proprie mani perché non ha avuto occasione di pensare, di sapere, di conoscere. Non ha avuto scelte. La democrazia dovrebbe consistere nel dare scelte a tutti."