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 Il genere « Rosa» ha origini antichissime, come testimoniano numerosi reperti fossili vecchi di milioni di anni. In epoche storiche parecchie sono le citazioni in documenti egizi, greci e romani, nonché le raffigurazioni in pittura e scultura; gli scrittori latini ne elencavano diversi tipi presumibilmente tutti spontanei nell'area mediterranea o medio orientale e nel medio evo non vi furono cambiamenti determinanti. Solo all'inizio del secolo scorso, grazie ad esplorazioni e scoperte, nuove specie vennero introdotte in Europa ed iniziarono gli incroci da cui ebbero luogo le rose attuali. La coltivazione razionale dei rosai venne iniziata nel Biellese dopo il 1920 da Celestino Scarlatta che introdusse dalla Francia varietà e portainnesti idonei, presto seguito da molti altri.
    La classificazione pratica comprende varietà a cespuglio a fiori grandi, cespugli a mazzetti, cespugli miniatura (o lillipuziane) ed alberelli: questi tipi sono tutti molto rifiorenti, mentre altrettanto non si può dire per i rosai rampicanti una parte dei quali dà una sola, ma abbondantissima, fioritura.