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Fontana Pretoria |
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Emissione 1973

La destinazione
originaria della Fontana Pretoria era per la villa fiorentina di Don
Luigi di Toledo, ma nel 1573 il figlio preferì venderla al senato
palermitano che l'acquistò per ben 30 mila scudi.
L'anno dopo i 644 pezzi marmorei giunsero a Palermo, e furono sistemati
dal figlio di Francesco Camilliani, autore della fontana, nella
piazza vicino al Palazzo Senatorio, (oggi il Palazzo del Municipio chiamato
anche Palazzo delle Aquile, eretto nel 1463 e ristrutturato nel 1875).
Oltre al valore artistico, la fontana-monumento racchiude un significato
simbologico. si trova nel baricentro di Palermo, alla stessa distanza
dalla Porta Felice e dalla Porta Nuova, così come da i due
castelli. Questa collocazione, introdusse una simbologia che avrebbe avuto
un'influenza nei due secoli successivi.
La fontana, infatti, aveva la duplice funzione di porsi come oggetto sacro di Palermo
e come punto centrale della "cosmologia urbana". Prefigurava, infatti,
il modello dell'Ottagono centrale che sarebbe stato poi realizzato nei Quattro
Canti, costruiti poco lontano dalla piazza.
Le quattro strade sono rappresentate dalle quattro gradinate a croce che si
inseriscono nello schema circolare della fontana, e, lungo le diagonali, i
quattro fiumi più significativi per la storia di Palermo.
Si fondono così diverse simbologie cosmologiche connesse con il tempo,
attraverso le 12 vasche ovali e le 24 teste di animali, e con lo spazio dato che
la fontana può essere divisa in 8 o 16 settori del cerchio. Le 8 direttrici
fondamentali che si creano individuano dunque i punti cardinali, e la croce di
strade determina sia topograficamente che simbolicamente i 4 quartieri
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