Il tempio di Artemide ad Efeso
La
collocazione del tempio di Artemide fra le sette meraviglie del mondo è dovuta
alla stupenda architettura ed alle dimensioni eccezionali del suo complesso.
L'edificio più importante e più antico, denominato "D" dagli
archeologi, fu costruito per ordine di Creso circa a metà del VII secolo a. C.
I lavori furono eseguiti dall'architetto Chersifrone. La fama del tempio nella antichità era legata al diritto di asilo che questo elargiva e crebbe molto per i racconti legati a personaggi illustri e alla vita religiosa della città. Fin dai tempi più remoti il denaro necessario al sostentamento del tempio veniva procurato dai pellegrini, dai mercanti che affollavano il tempio e dai sacerdoti che vendevano le carni usate per i sacrifici
L'alto
basamento era largo 7,85 m e lungo 131 m. Plinio racconta che le colonne erano
alte 20 m, e dei bellissimi capitelli sostenevano le travi tanto grosse da far
sorgere la leggenda che parla di un intervento della stessa dea per aiutare
l'architetto ad erigerle, dato che questi scoraggiato dalla difficoltà
dell'impresa meditava il suicidio. Il fregio non aveva figure ma solo una grossa
dentellatura sulla parte più alta che sorreggeva il timpano. Quest'ultimo aveva
tre aperture o finestre: quella centrale fornita di sportelli e al suo fianco si
ergevano due statue di amazzoni.
La cella si trovava esattamente al centro dell'edificio; non si è sicuri del
fatto che la statua della dea dominasse la cella, ma possiamo immaginare che la
grandezza della statua fosse quella delle copie di epoca romana. La strana
statua delle molte mammelle dell'Artemide Efesia rappresenta una dea madre. La
statua è rigida e la parte bassa assomiglia al sarcofago di una mummia
egizia.
Il tempio "D" fu distrutto il 21 luglio del 356 a.C. da un certo Erostato, che lo incendiò pensando , forse, in questo modo di rendere il proprio nome immortale.
Una parte importante per la ricostruzione del tempio è rappresentata dalle monete che recano la sua immagine, nelle fondamenta del tempio "D" sono state trovate 87 delle più antiche monete conosciute. Per ricostruire la facciata del santuario, però, si utilizzò una sola moneta senza rendersi conto che, sulla moneta era stata operata una sintesi del numero esatto delle colonne (8), come risulta da altre monete. Dopo la distruzione da parte dei Goti, avvenuta nel 262 d.C., si era tentato di ricostruire il tempio che nel periodo classico poteva essere considerato l'espressione dello spirito della Grecia Ionica.
L'uso
dell'edificio nel IV secolo era mal tollerato dalla religione cristiana, e per
questo fu completamente distrutto da S. Giovanni Crisostomo. Si dice che la
gente continuasse ancora ad adorare le pietre sottratte all'area sacra, la
primissima e più venerata era la pietra caduta dal cielo, probabilmente un
meteorite. La scoperta dei resti del tempio avvenne nel 1860 per opera di John
Turtle Wood.
Alcuni dei francobolli dedicati al Tempio di Artemide ad Efeso