I giardini pensili di Babilonia
Tutti gli antichi testi
dicevano che i giardini pensili di Babilonia erano il solo luogo della città in
cui era stata usata la pietra. Erodoto, cui piacevano oltremodo i particolari
pieni di fantasia, consacra un lungo paragrafo a questi, che i lirici
annoveravano tra le sette meraviglie del mondo. Dopo uno studio minuzioso dei
testi antichi e un attentissimo scavo, Robert Koldewey (un archeologo) arrivò
fatalmente alla conclusione che le strutture a volta presso la Porta Ishtar
erano davvero la base di sostegno dei famosi giardini pensili di Babilonia.
Si trattava di un quadrato avente m. 128 di lato. I vari ripiani erano sostenute da volte; l’ultimo era di m. 112 di altezza.
I giardini pensili furono ideati probabilmente sotto il regno di Nabuccodonosor (605-562 a.C.) sotto il cui regno Babilonia fu liberata dagli Assiri.
Essi
sorgevano su una collina naturale, distribuiti lungo terrazze impermeabilizzate
con bitume e regolarmente bagnate e drenate da un sistema complesso di
irrigazione, che faceva salire l'acqua anche nei punti più alti. Situati nelle
vicinanze del palazzo reale, già in posizione sopraelevata, contenevano ogni
tipo di vegetazione, compresi alberi ad alto fusto: il mirabile spettacolo era
visibile anche dall'esterno delle mura, ai viaggiatori e ai mercanti che si
avvicinavano alla città.
I
giardini pensili furono il frutto e il vanto della grande capacità sviluppata
dai mesopotamici nel campo dell'idraulica e dell'irrigazione; il clima secco con
piogge irregolari, i fiumi ricchi d'acqua, ma soggetti a piene devastatrici,
furono domati con sapienti canalizzazioni che trasformarono il deserto in campi
coltivati.
Anche le mura di Babilonia erette circa 27 secoli a. C. rappresentarono un’opera imponente: pare avessero un’altezza di 100 m. ed uno spessore di 28 m. La lunghezza era di circa 90 km e formavano un quadrato di cui ogni lato aveva 25 porte di bronzo.
Alcuni dei francobolli dedicati ai Giardini pensili di Babilonia