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Sono da sempre appassionata di filatelia tematica e dalla lettura dell'articolo di Otello Bortolato pubblicato nel numero di dicembre 2002 del mensile Cronaca Filatelica, ho preso lo spunto per collegare il mio interesse per la filatelia con il  mio appassionato amore per la montagna.

Una penisola in rilievo
di Otello Bortolato

Mi sono recentemente divertito a mettere un po' di ordine tra le cartelle nelle quali sono conser­vate alcune vecchie collezioni ormai da tempo passate all'archivio. Nel rivederle (si tratta di collezioni di vario genere risalenti a qualche decina di anni fa) mi sono reso conto di come (e di quanto) la filatelia tematica sia nel frattempo mutata. Allo stesso tempo ho avuto la possibilità di rendermi conto de visn di come alcuni ela­borati, realizzati nel periodo che non trovo fuori luogo definire pionieristico per la tematica, non fossero poi cosi incompleti o tecnicamente superati.

Osservando anzi alcuni fogli "campione" della collezione intitolata Su per i monti, confesso di aver provato tenerezza. Dedicata ad un ipotetico "giro turistico" le montagne della nostra Penisola e realizzata in anni in cui la tematica stava conoscendo una forte evoluzione, la colle­zione mi ha generato tenerezza in quanto il titolo e il piano sviluppato secondo un filo conduttore logico, corrispondeva un livello filatelico che oggi saremmo di si­curo portati a considerare, per il materiale utilizzato, decisamente mediocre.

Diversamente dagli schemi ufficiali, nello sviluppo della collezione stessa le discrepanze erano evidenti. A cominciare, forse, dall'analisi tematica, che sovente era supportata ed illustrata attraverso materiale di immediato effetto, anche se prevalentemente prefabbricato (cartoline maximum, buste giorno di emissione, ed altro ancora), inadeguato quindi allo scopo che era (ed è) quello di dimostrare precise conoscenze storico-postali. Sui sin­goli fogli, poi, era stampato un apposito emblema, o logo che dir si voglia. Così "costruita" la collezione assumeva quell'ampiezza per la quale negli anni Settanta si menava vanto.

 

Ciononostante, debbo dire, la collezione non annoiava. Semmai si presentava come un astuto lavoretto che piaceva al profano. Dopo una sua presentazione, nei ricordati anni Settanta, in una specifica mostra dedicata alla montagna, seguita dalle tradizionali trappe che in quegli anni si facevano nelle numerose mostre "estivo-turistiche" organizzate nelle Trevenezie, la collezione tornò alla base, finendo con

"l'ammuffire" in un archivio (in realtà si tratta di un magazzino). Lavorando se­riamente sul tema e operando un attento approfondimento postale, sono convinto che si sarebbe potuti approdare ad un ela­borato da non sottovalutare. Invece non diedi seguito alla cosa.

Non sono un appassionato della monta­gna: non mi inerpico, non uso camminare lungo i sentieri, non so cosa siano le strade ferrate e non ho mai indossato un paio di sci. La mia attenzione per la montagna era allora rivolta solo ai Giochi olimpici inver­nali, con qualche digressione per gli sport del ghiaccio. Perché, allora vi chiederete, la collezione Su per i monti' Fu come una innocua meteora apparsa nel firmamento tematico, provocata dal contagioso entu­siasmo di monsignor Enrico Mora. Un sacerdote caro amico, che oltre alla fila­telia religiosa promuoveva nel suo Tren­tino delle mostre didattico-tematiche. Un giorno, mentre si parlava di mostre e di collezioni, monsignor Mora se ne usci con un :"Non può mancare la montagna", ben sapendo che avrei, e di buon grado, asse­condare la sua richiesta (o imposizione?). A monsignor Enrico Mora, difatti, non si poteva mai dire di no. E così nacque la collezione.

Ora, rivedendo quelle cartelle, mi rendo conto del perché la montagna trovi ampio spazio nella filatelia, ed in special modo in quella del nostro Paese il quale, per la particolare conformazione morfologica, pos­siede un territorio prevalentemente mon-tuoso: dall'imponente e talvolta maestosa cerchia delle Alpi alla non meno impor­tante e spesso spettacolare catena Appen­ninica, senza per questo trascurare le isole. Così, consultando un semplice catalogo e spigolando tra l'immancabile accumulo di materiale "sportivo", l'immediata consta­tazione che allora mi si presentò è stata la grande varietà dei soggetti che potrebbero tracciare un percorso anche ai collezioni­sti meno preparati, sia a livello tematico sia a livello di conoscenza e di capacità di approfondimento di uno specifico tema. Bene , sullo specifico argomento montagne, in fatto di materiale la filatelia italiana è assai generosa.

Chi ha girato in lungo e in largo  le montagne, anche solo attraverso la visione di stupende pubblicazioni può avere un'idea della magnificenza che si annida tra queste colossali costruzioni della natura, , davanti alle quali il viaggiatore rimane a bocca aperta, inebriato e sorpreso. 

Ne e' nato questo sito che si aggiunge a quelli che ho gia' inviato via via on line e che potrete visitare, se lo vorrete, facendo una capatina nella pagina dei links

Intanto vi invito ad intonare con me una tipica canzone di montagna

e a continuare la " scalata " a questo mio nuovo lavoro.

 

Grazie