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Renato
Dulbecco nacque a Catanzaro, da una madre Calabrese ed un padre
Ligure, ma vi rimase per poco tempo .Il padre fu richiamato alle armi
(1a Guerra Mondiale), e la Famiglia si trasferì al Nord, prima Cuneo
poi Torino. Alla fine della guerra il padre, che era nel
"Genio Civile", fu inviato ad Imperia, Liguria, dove
rimasero per molti anni. La vita cominciò ad Imperia, dove Dulbecco
studiò fino al Ginnasio-Liceo "De Amicis". In quel
periodo egli frequentava spesso un piccolo osservatorio metereologico,
dove passava la maggior parte del suo tempo e dove sviluppò una forte
attrazione per la fisica, tanto che costruì un sismografo
elettronico, probabilmente uno dei primi di quel tipo e che ancor oggi
è funzionante. All'età di 16 anni (1930) si diplomò alla
scuola superiore , e si isrisse alla Università di Torino. Sebbene
amasse fisica e matematica, per le quali aveva un talento
considerevole, decise di studiare medicina. Questa professione aveva
per lui un forte richiamo emozionale, rafforzata dal fatto di avere
uno zio che era eccellente Chirurgo. A Torino fu uno studente
esemplare, ma ben presto scoprì di essre interessato più alla
Biologia che alla Medicina applicata. Così andò a lavorare con
Giuseppe Levi, il professore di Anatomia, dove apprese Istologia ed i
rudimenti della coltura cellulare. Nel laboratorio di Levi conobbe due
studenti che più tardi ebbero una forte influenza nella sua vita: Salvatore
Luria e Rita Levi Montalcini. Durante la sua vita studentesca sempre
fu il primo della classe, sebbene fosse due anni più giovane
degli altri. Dopo la laurea nel 1836 fu richiamato alle armi
fino al 1938 quando fu congedato, e ritornò alla patologia.
Ma un anno dopo fu richiamato di nuovo a causa della 2a Guerra
Mondiale. Fu inviato prima al fronte Francese poi in Russia
dove, nel 1942, scampò alla morte per un miracolo, durante la maggior
offensiva Russa sul Don. Rimase ricoverato per molti mesi e poi
inviato a casa. Quando il Governo di Mussolini cadde, e l'armata
tedesca occupò l'Italia, si nascose in un piccolo villaggio in
Piemonte e si unì alla Resistenza, come fisico delle locali unità
partigiane. Continuò a visitare l'Istituto di Anatomia Patologica a
Torino dove si unì ad attivisti politici clandestini assieme a
Giacomo Mottura, un collega anziano. Fece parte del Comitato di
Liberazione Nazionale della città di Torino, e divenne Consigliere
nel primo Consiglio del dopoguerra di quella Città. Tuttavia la
rotina della vita politica non era per lui, ed in pochi mesi lasciò
la posizione per tornare al Laboratorio. Tornò anche a studiare,
iscrivendosi a regolari corsi di fisica che frequentò per due anni.
Ritornò all'Istituto Levi e lavorò assieme a Rita Levi Montalcini,
che lo incoraggiò ad andare negli Stati Uniti per dedicarsi alla
Biologia Moderna. Il suo sogno era di lavorare alla genetica di
alcuni organismi molto semplici, possibilmente usando radiazioni. Il
sogno divenne realtà dopo che Luria, che era stato negli Stati Uniti
dall'inizio della guerra ed aveva lavorato nello stesso campo, ritornò
a Torino nell'estate del 1946. Egli lo incoraggiò e gli offrì un
modesto salario per lavorare nel suo gruppo. Fu spronato ad accettare
da Rita Levi-Montalcini, che stava preparandosi ad andare lei stessa
in un altro laboratorio americano. Così nell'autunno del 1947
imbarcarono entrambi per gli Stati Uniti. Dulbecco andò a
lavorare con Luria a Bloomington, Indiana, dove divise con lui un
piccolo laboratorio, che presto ospitò anche Jim Watson. Dentro
di un anno, usando le sue conoscenze matematiche, scoprì la
fotoreazione di virus non attivi alla luce ultravioletta. Ciò attirò
l'interesse di Max Delbrück, che gli offrì un posto nel suo gruppo a
Caltech. Si trasferì a Caltech nell'estate del 1949 dove continuò a
lavorare sui virus per pochi anni. Un giorno Delbrück lo informò che
un ricco cittadino era disposto a dare un fondo sostanzioso per le
ricerche nel campo dei virus animalit e gli chiese se era
interessato. Dulbecco, forte delle esperienze acquisite nel
Laboratorio di Levi, accettò. Si pose subito a studiare il modo di
analizzare i virus animali per mezzo di una placca termica, come
quella usata per i virus usando colture cellulari. In meno di un anno,
trovò la soluzione, usando la tecnica per studiare le proprietà
biologiche dei polivirus. Questi successi lo levarono ad occupare la
carica di Professore in Caltech. Nel 1962 si trasferì all'Istituto
Salk, e nel 1972 al "Imperial Cancer Research Fund Laboratories"
a Londra. Una delle ragioni per quest'ultima scelta fu l'opportunità
di lavorare nel campo del Cancro. Sin dal 1962 la sua vita scientifica
ha avuto la collaborazione della seconda moglie, Maureen, che per
alcuni anni lo aiutò nei suoi esperimenti. Nel 1975 Renato
Dulbecco ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina, per
le sue scoperte sulla interazione tra tumori virali ed il materiale
genetico delle cellule.
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