
Torna all'elenco dei Nobel italiani
|
Mentre lavoranva
all'Ospedale San Matteo, Golgi si interessò delle ricerche sulle
cause della malaria, e si deve dargli credito di aver determinato le
tre forme del parassita ed i tre tipi di febbre. Dopo studi
prolungati, nel 1890 trovò il mezzo di fotografarne le fasi più
caratteristiche. Golgi fu anche un famoso insegnante, il suo
laboratorio era aperto a tutti coloro che si mostravano ansiosi per le
ricerche. Egli non praticò mai la medicina, ma diresse il Reparto di
Patologia Generale all'Ospedale San Matteo, dove giovani dottori
facevano pratica. Fondò e diresse l'Istituto
Sieroterapico-Vaccinogeno della Provincia di Pavia e fu anche Rettore
dell'Università di Pavia per lungo tempo. Fu anche eletto Senatore
del Regno d'Italia. Era già vecchio durante la Prima Guerra Mondiale,
ma assunse la responsabilità dell'Ospedale Militare di Pavia, dove
creò un centro neuro-patologico per lo studio ed il trattamento di
lesioni nervose periferiche, ed un centro di terapia meccanica per la
riabilitazione dei feriti. Comunque, il lavoro più importante di
Golgi, fu un metodo rivoluzionario per "colorare" nervi
singoli e le strutture delle cellule. Tale metodo usava leggere
soluzioni di nitrato d'argento ed era particolarmente prezioso per
investigare i processi e le più delicate ramificazioni delle cellule. Golgi
era estremamente modesto e reticente sul suo lavoro e non si sà con
esttezza quando egli fece questa invenzione. Durante tutta la sua vita
egli continuò a lavorare su queste linee, modificando e migliorando
le tecniche. Golgi ricevette i più alti onori e premi in
riconoscimento al suo lavoro. Nel 1906 egli divise il Premio Nobel
per la Fisiologia e Medicina con Santiago Ramón y Cajal, per il loro
lavoro svolto sulla struttura del sistema nervoso.
Il Museo
Storico all'Università di Pavia, gli dedicò una Sala dove sono
esibiti più di 80 certificati di Lauree ad Honorem, diplomi e premi.
Golgi sposò Donna Lina Aletti. Non ebbero figli biologici, ma
adottarono la propria nipote, oggi Carolina Golgi-Papini a Roma. Morì
a Pavia il 21 gennaio del 1926. |