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Egli
divenne quasi un estraneo per sua moglie, soprattutto
perchè lei era incapace di accettare l'attitudine del marito
nei confronti della religione. Quando Moneta comprese e
simpatizzò con i problemi dell'Esercito Italiano, egli fece
vigorose campagne attraverso le colonne de Il Secolo,
per le riforme che riteneva necessarie. Egli sosteneva
che il lungo addestramento basico delle reclute o coscritti,
era dispendioso e inefficiente, che l'organizzazione di gare
di atletica, tiro al bersaglio, e l'addestramento civile nei
villaggi, potevano essere ridotti drasticamente, così pure il
tempo dedicato all'addestramento delle reclute, che il
militarismo poteva essere meno accentuato, aumentando invece
l'attuale forza dell'esercito. Durante gli altimi trenta anni
del 19° secolo, Moneta raccolse materiale e discernimento per
la sua opera Le guerre, le insurrezioni e la pace nel
secolo XIX , che pubblicò in quattro volumi nel 1903,
1904, 1906, e 1910. La parte di qiuesto lavoro che rimane di
maggior interesse è il primo volume, nel quale egli descrive
lo sviluppo del movimento internazionale per la pace
durante il corso del secolo. Moneta concentrò il suo
interesse sulle forze armate piuttosto che su questioni
sociali od economiche ed utilizza il punto di vista del
giornalista, narrando con stile aneddotale ed in prima
persona. Durante la sua carriera di editore de Il Secolo,
Moneta fu uno dei più accaniti nazionalisti in Italia. La
portata delle attività nelle quali Moneta si ingaggiò per la
propagazione della pace mondiale, è impressionante. Nel 1890
cominciò a pubblicare un almanacco annuale chiamato L'Amico
della pace. Dopo che si ritirò da editore de Il Secolo,
egli continuò a contribuire alle sue colonne di tanto in
tanto ed a ripubblicare molti dei suoi articoli in manifestini
e periodici. Giammai volle sapere il costo della
propaganda per la pace. Nel 1898 fondò la rivista La Vita
internazionale, che ebbe sufficiente successo tanto da
garantirne la pubblicazione su basi regolari per molti anni.
Il suo lavoro per la pace non fu solo di natura letteraria.
Nel 1895 egli divenne il rappresentante Italiano nella
Commissione del International Peace Bureau. Partecipò
ai congressi per la pace per molti anni, e la sua raffinata,
ingannevole e riservata presenza divenne sempre più familiare
e rispettata. Incoraggiò l'Unione Lombarda per la Pace e l'arbitrato internazionale sin dalla sua fondazione
nel 1887, e lui stesso fondò diverse organizzazioni di
effimera natura, come la Società per la pace e la
giustizia internazionale che durò dal 1887 al 1937,
molto oltre la sua morte. Tenne conferenze nella nuova
Università Popolare Italiana. Nel 1906 programmò e
costruì un Padiglione per la Pace alla Esposizione
Internazionale di Milano, durante la quale condusse come
Presidente il 15° Congresso Internationale sulla Pace. Dal
1900 fino alla sua morte nel 1918, Moneta soffrì di glaucoma,
e passò molto tempo recuperandosi da operazioni agli occhi
che a malapena impedirono la totale cecità. La
sofferenza fisica rafforzò l'alto senso di determinazione di
Moneta, e non diminuì la sua naturale esuberanza, anche in età
avanzata, o la sua abilità a sostenere vigorosamente le sue
convinzioni. Moneta soccombette alla polmonite nel 1918 all1età
di 85 anni. Il monumento eretto dai suoi amici nel 1925, fu
trasportato in un magazzino durante il regime fascista,
sfuggento così alla distruzione quando una bomba cadde sul
posto durante la seconda guerra mondiale. Nel 1907 Teodoro
Moneta ricevette il Premio Nobel per la Pace.
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