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     Rita Levi-Montalcini nacque a Torino il 22 aprile del 1909 assieme alla sorella gemella Paola. I genitori erano Adamo Levi, un ingegnere elettrico e matematico di talento, e Adele Montalcini, una pittrice sensibile ed uno squisito essere umano. All'età di venti anni studiò Latino, Greco e Matematica, si diplomò alla scuola superiore ed entrò poi in una scuola medica a Torino. Due suoi colleghi di Università ed amici intimi, Salvador Luria e Renato Dulbecco, ricevettero il Premio Nobel in Fisiologia o Medicina, rispettivamente 17 e 11 anni prima di Rita Levi che lo riceverà poi nel 1986. Tutti e tre erano studenti del famoso Istologista Italiano Giuseppe Levi, e gli furono sempre debitori di un addestramento superbo nelle scienze biologiche, e per aver loro insegnato ad approssimarsi ai problemi scientifici nella maniera più rigorosa, in un tempo in cui ciò non era usuale. Nel 1936 Rita Levi si laureò in Medicina e Chirurgia con summa laude, ed in tre anni si specializzò in Neurologia e Psichiatria. Sempre nel 1936 Mussolini emanò il "Manifesto per la Difesa della Razza", firmato da dieci "Scienziati" Italiani  Il manifesto fu subito seguito dalla promulgazione di leggi che sbarravano l'accesso alla carriera accademica e professionale ai cittadini Italiani "non Ariani".  Dopo un breve periodo passato a Bruxelles come ospite di un istituto neurologico, Rita Levi tornò a Torino nel 1940 (poco prima dell'invasione del Belgio da parte della Germania) per unirsi alla sua Famiglia. Il pesante bombardamento di Torino da parte delle forze aeree Anglo-Americane nel 1941, forzò la decisione della famiglia di trasferirsi in una casetta di campagna dove Rita ricostruì il suo mini laboratorio e riprese i suoi esperimenti. Nel 1943, l'invasione dell'Italia da parte della Germania, forzò nuovamente la famiglia a trasferirsi a Firenze dove visse nascosta fino alla fine della guerra. A Firenze Rita Levi era costantemente in contatto con molti cari e intimi amici, e coraggiosi partigiani del "Partito di Azione". Dopo la ritirata dei Tedeschi da Firenze nel 1944, Rita Levi fu indicata dagli Alleati come medico di un campo di rifugiati di guerra. Epidemie, malattie infettive e tifo addominale, spargevano morte tra i rifugiati, e Rita divideva con loro le sofferenze ed il pericolo di morte. La guerra in Italia terminò nel maggio del 1945, e Rita Levi tornò con la famiglia a Torino, dove riprese la sua carica accademica all'Università . Nel 1947, l'invito del Professor Viktor Hamburger a raggiungerlo negli Stati Uniti per riprendere gli esperimenti iniziati molti anni prima, cambiò il corso della vita di Rita Levi-Montalcini. Nonostante avesse programmato di restare a St.Louis solo per dieci o dodici mesi, gli eccellenti risultati delle ricerche la forzarono a rimandare il suo ritorno in Italia. Nel 1956 divenne Assistente del Professore, e nel 1958 Professore, una carica che ricoprì fino al suo ritiro nel 1977. Nel 1962 creò un gruppo di ricerche a Roma, dividendo così il suo tempo tra Roma e St.Louis. Dal 1969 al 1978 occupò anche la carica di Direttore dell'Istituto di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Nel 1986 Rita Levi-Montalcini ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina "Per le sue scoperte sulla evoluzione dei fattori"  

 

 

 

 

 


Rita Levi-Montalcini nacque a Torino il 22 aprile del 1909 assieme alla sorella gemella Paola. I genitori erano Adamo Levi, un ingegnere elettrico e matematico talentoso, e Adele Montalcini, una pittrice talentosa ed uno squisito essere umano. All'età di venti anni studiò Latino, Greco e Matematica, si diplomò alla scuola superiore ed entrò poi in una scuola medica a Torino. Due suoi colleghi di Università ed amici intimi, Salvador Luria e Renato Dulbecco, ricevettero il Premio Nobel in Fisiologia o Medicina, rispettivamente 17 e 11 anni prima di Rita Levi che lo riceverà poi nel 1986. Tutti e tre erano studenti del famoso Istologista Italiano Giuseppe Levi, e gli furono sempre debitori di un addestramento superbo nelle scienze biologiche, e per aver loro insegnato ad approssimarsi ai problemi scientifici nella maniera più rigorosa, in un tempo in cui ciò non era usuale. Nel 1936 Rita Levi si laureò in Medicina e Chirurgia con summa laude, ed in tre anni si specializzò in Neurologia e Psichiatria. Sempre nel 1936 Mussolini emanò il "Manifesto per la Difesa della Razza", firmato da dieci "Scienziati" Italiani  Il manifesto fu subito seguito dalla promulgazione di leggi che sbarravano l'accesso alla carriera accademica e professionale ai cittadini Italiani "non Ariani".  Dopo un breve periodo passato a Bruxelles come ospite di un istituto neurologico, Rita Levi tornò a Torino nel 1940 (poco prima dell'invasione del Belgio da parte della Germania) per unirsi alla sua Famiglia. Il pesante bombardamento di Torino da parte delle forze aeree Anglo-Americane nel 1941, forzò la decisione della famiglia di trasferirsi in una casetta di campagna dove Rita ricostruì il suo mini laboratorio e riprese i suoi esperimenti. Nel 1943, l'invasione dell'Italia da parte della Germania, forzò nuovamente la famiglia a trasferirsi a Firenze dove visse nascosta fino alla fine della guerra. A Firenze Rita Levi era costantemente in contatto con molti cari e intimi amici, e coraggiosi partigiani del "Partito di Azione". Dopo la ritirata dei Tedeschi da Firenze nel 1944, Rita Levi fu indicata dagli Alleati come medico di un campo di rifugiati di guerra. Epidemie, malattie infettive e tifo addominale, spargevano morte tra i rifugiati, e Rita divideva con loro le sofferenze ed il pericolo di morte. La guerra in Italia terminò nel maggio del 1945, e Rita Levi tornò con la famiglia a Torino, dove riprese la sua carica accademica all'Università . Nel 1947, l'invito del Professor Viktor Hamburger a raggiungerlo negli Stati Uniti per riprendere gli esperimenti iniziati molti anni prima, cambiò il corso della vita di Rita Levi-Montalcini. Nonostante avesse programmato di restare a St.Louis solo per dieci o dodici mesi, gli eccellenti risultati delle ricerche la forzarono a rimandare il suo ritorno in Italia. Nel 1956 divenne Assistente del Professore, e nel 1958 Professore, una carica che ricoprì fino al suo ritiro nel 1977. Nel 1962 creò un gruppo di ricerche a Roma, dividendo così il suo tempo tra Roma e St.Louis. Dal 1969 al 1978 occupò anche la carica di Direttore dell'Istituto di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Nel 1986 Rita Levi-Montalcini ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina "Per le sue scoperte sulla evoluzione dei fattori"