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Eug enio Montale è uno dei pochi veri maestri della letteratura italiana della seconda metà del secolo XX. Nato a Genova nel 1896, egli sospese gli studi secondari e cominciò a studiare canto con il baritono Ernesto Sivori. Ma la guerra del 1915-1918 (dove servì come ufficiale di fanteria), la morte di Sivori e la sua decisione di dedicarsi ad una carriera letteraria, fecero si che Montale cambiasse direzione, anche se aveva mostrato un interesse straordinario per il melodramma, perfino nei suoi aspetti tecnici. Quando cominciò a dedicarsi alla poesia, egli possedeva già una ricca e versatile cultura ed il gusto per la musica di Bellini e Debussy, per i pittori impressionisti e per l'arte dei grandi novellisti europei del 19° secolo, ed allo stesso tempo per i Poeti liguri Roccatagliata-Cecardi, Boine and Sbarbaro, senza parlare del Leopardi e Foscolo. 

 Fu dopo la fine della guerra che il poeta si dedicò completamente ad attività creative ed alla letteratura. Nel 1921, egli contribuì al "Primo Tempo", con Solmi e Debenedetti, rivelando, accanto alle sue doti poetiche, un raro talento critico attraverso il suo acume ed indipendenza dai modelli convenzionali.  Il suo Omaggio a Svevo, pubblicato nel 1925, sul giornale Milanese "L'Esame", destò molta attenzione, determinando, tra l'altro, la fortuna dei lavori dello scrittore. Montale si sistemò a Firenze nel 1928, dove divenne direttore della libreria Gabinetto Vieusseux. Fu uno dei primi ispiratori di "Solaria", essendo sempre uno dei più attivi e politicamente non conformisti intellettuali fiorentini finchè, nel 1938, rifiutandosi di entrare nel partito allora al potere, egli fu dimesso da direttore del Gabinetto Vieusseux. Nel 1925, pubblicò la sua prima raccolta di Poesie, Ossi di seppia, che presto divenne uno dei classici della poesia Italiana contemporanea. Nei suoi versi, i sentimenti appaiono disseccati da un severo rigore intellettuale, evocati con intima pienezza nella fervida e chiara visione del panorama mediterraneo. Quando Le occasioni fu pubblicato nel 1939, diede una consistente conferma di questa linea intima di sviluppo che, producendo una nuova impronta classico-moderna, lo identificò come il grande poeta metafisico contemporaneo. La Seconda Guerra Mondiale vide la pubblicazione, nel 1943, di Finisterre, una collezione che, pubblicata a Lugano in due successive edizioni , costituì una delle pietre miliari del volume La bufera e altro, una consistente continuazione di tutto il suo lavoro, stampata nel 1956. La farfalla di Dinard (che dalle novantasei pagine della edizione del 1956, fu ampliata, da una edizione all'altra, fino alle 273 pagine della edizione del 1960)  mostrò che Montale era uno scrittore originale e di prosa geniale, quasi un narratore, con flash maliziosi ed arguti, ma con uno spirito elegiaco. Nel 1961 gli fu concessa la Laurea ad Honorem all'Università di Roma e, poco dopo, all'Università di Milano, Cambridge, e Basilea. Nel 1967 il Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat lo nominò Senatore a vita quale riconoscimento delle sue realizzazioni nei campi letterario ed artistico.  I seguenti lavori , tanto prosa quanto poesia, confermarono la vitalità dello scrittore: Auto da fé (1966 e 1972), Fuori di casa (1969 e 1975) e Quaderno di traduzioni (1948 e 1975) sono libri che danno un'idea della vastità di interessi e di versatilità del suo talento, più tardi confermato da La bufera e altro (1970). Nel 1971, Mondadori pubblicò la sua quarta raccolta di poesie, Satura, che subito divenne un bestseller. Dopo un volume di articoli culturali, La farfalla di Dinard, egli pubblicò nel 1973, sempre con Mondadori, Diario 1971-1972, che contiene i suoi più recenti poemi lirici. Nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura "Per la sua caratteristica poesia che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il segno di una visione della vita senza illusioni"

 

 

 

 


Eug enio Montale è uno dei pochi veri maestri della letteratura italiana dela seconda metà del secolo XX. Nato a Genova nel 1896, egli sospese gli studi secondari e cominciò a studiare canto con il baritono Ernesto Sivori. Ma la guerra del 1915-1918 (dove servì come ufficiale di fanteria), la morte di Sivori e la sua decisione di dedicarsi ad una carriera letteraria, fecero si che Montale cambiasse direzione, anche se aveva mostrato un interesse straordinario per il melodramma, perfino nei suoi aspetti tecnici. Quando cominciò a dedicarsi alla poesia, egli possedeva già una ricca e versatile cultura ed il gusto per la musica di Bellini e Debussy's, per i pittori impressionisti e per l'arte dei grandi novellisti europei del 19° secolo, ed allo stesso tempo per i Poeti liguri Roccatagliata-Cecardi, Boine and Sbarbaro, senza parlçare del Leopardi e Foscolo. 

 Fu dopo la fine della guerra che il poeta si dedicò completamente ad attività creative ed alla letteratura. Nel 1921, egli contribuì al "Primo Tempo", con Solmi e Debenedetti, rivelando, accanto alle sue doti poetiche, un raro talento critico attraverso il suo acume ed indipendenza dai modelli convenzionali.  Il suo Omaggio a Svevo, pubblicato nel 1925, sul giornale Milanese "L'Esame", destò molta attenzione, determinando, tra l'altro, la fortuna dei lavori dello scrittore. Montale si sistemò a Firenze nel 1928, dove divenne direttore della libreria Gabinetto Vieusseux. Fu uno dei primi ispiratori di "Solaria", essendo sempre uno dei più attivi e politicamente non-conformisti intellettuali fiorentini finchè, nel 1938, rifiutandosi di entrare nel partito allora al potere, egli fu dimesso da direttore del Gabinetto Vieusseux. Nel 1925, pubblicò la sua prima raccolta di Poesie, Ossi di seppia, che presto divenne uno dei classici della poesia Italiana contemporanea. Nei suoi versi, i sentimenti appaiono disseccati da un severo rigore intellettuale, evocati con intima pienezza nella fervida e chiara visione del panorama mediterraneo. Quando Le occasioni fu pubblicato nel 1939, diede una consistente conferma di questa linea intima di sviluppo che, producendo una nuova impronta classico-moderna, lo identificò come il grande poeta metafisico contemporaneo. La Seconda Guerra Mondiale vide la pubblicazione, nel 1943, di Finisterre, una collezione che, pubblicata a Lugano in due successive edizioni , costituì una delle pietre miliari del volume La bufera e altro, una consistente continuazione di tutto il suo lavoro, stampata nel 1956. La farfalla di Dinard (che dalle novantasei pagine della edizione del 1956, fu ampliata, da una edizione all'altra, fino alle 273 pagine della edizione del 1960)  mostrò che Montale era uno scrittore originale e di prosa geniale, quasi un narratore, con flash maliziosi ed arguti, ma con uno spirito elegiaco. Nel 1961 gli fu concessa la Laurea ad Honorem all'Università di Roma e, poco dopo, all'Università di Milano, Cambridge, e Basilea. Nel 1967 il Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat lo nominò Senatore a vita quale riconoscimento delle sue realizzazioni nei campi letterario ed artistico.  I seguenti lavori , tanto prosa quanto poesia, confermarono la vitalità dello scrittore: Auto da fé (1966 e 1972), Fuori di casa (1969 e 1975) e Quaderno di traduzioni (1948 e 1975) sono libri che danno un'idea della vastità di interessi e di versatilità del suo talento, più tardi confermato da La bufera e altro (1970). Nel 1971, Mondadori pubblicò la sua quarta raccolta di poesie, Satura, che subito divenne un bestseller. Dopo un volume di articoli culturali, La farfalla di Dinard, egli pubblicò nel 1973, sempre con Mondadori, Diario 1971-1972, che contiene i suoi più recenti poemi lirici. Nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura "Per la sua caratteristica poesia che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il segno di una visione della vita senza illusioni"