Torna all'elenco dei Nobel italiani
|
Nel 1904 Pirandello ottenne il
suo primo grande successo con il romanzo Il fu Mattia Pascal.
Dopo il 1915 si concentrò nel teatro e fino al 1921 scrisse sedici
commedie. Nel 1923 entrò nel Partito Fascista ed ottenne l'aiuto di
Mussolini per fondare il Teatro Nazionale dell'Arte a Roma, ma la
Compagnia fu chiusa nel 1928 per problemi finanziarii. I suoi temi
centrali (l'enigma della personalità e l'ambiguità della verità e
realtà), sono stati comparati alle esplorazioni di Henrik Ibsen e
August Strindberg. Con la trilogia Sei personaggi in cerca d'auotre
(1923), Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si
recita a soggetto (1930) Pirandello rivoluzionò le moderne
tecniche teatrali, creando un grado di immediatezza e coinvolgimento
che prima non esistevano La sua influenza è sentita, tra gli altri,
da scittori come Jean Anouilh, Jean-Paul Sartre, Samuel Beckett, Eugène
Ionesco, Jean Genet, Eugene O'Neill and Edward Albee. I suoi lavori
includono romanzi, centinaia di brevi storie e circa quaranta
commedie, molte delle quali sono scritte in dialetto siciliano. Nel
1934 Pirandello ricevette il Premio Nobel di Letteratura "Per il
suo audace ed ingegnoso modo di rifiorire l'arte teatrale e
drammatica". Morì a Roma il 10 dicembre del 1936.
|