"G" non ha molti ricordi ...
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"G" non ha molti ricordi delle sue prime gabbie. Le sbarre del lettino, le reti di protezione alle finestre, il cancelletto di legno alla sommità della scala.
Non danno un senso di oppressione, ma piuttosto di protezione.
"G" le accetta, non le fanno male, anzi, la fanno sentire più sicura.
"G" è uno spirito libero, sempre alle prese con mille perchè.
Qualcosa non può capire o non sanno o non possono spiegarglielo e allora ecco, nell'anima, ferite profonde, odio per le ingiustizie e le costrizioni, per le gabbie fisiche, morali, ideologiche.
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La mamma appare spaventata, prende "G" e la stringe a sè : sono sole in casa, si ritrovano abbracciate sotto lo stipite di una porta.
La casa sembra tremare. Una bomba era caduta poco lontano. Una crepa si è aperta sulla parete della scala che porta al piano superiore. Ci resterà per anni.
Perchè , mamma?
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Passa del tempo. "G" non ha ancora cinque anni, ma è sveglia e curiosa,
Di tra le colonnine del balcone che si affaccia sul grande Campo veneziano, vede qualcosa che non capisce ma che non dimenticherà più.
Tanta gente che grida, poi si divide in due file, al centro avanza un uomo uscito dalla porta di una delle case vicine, vecchio o giovane non sa, ma ha due fucili puntati su di lui.
Chi è, mamma, perchè gli vogliono fare del male?
Lo saprà soltanto molto più tardi, ma fin da allora il disprezzo profondo per qualsiasi tipo di violenza, di qualsiasi origine e di qualsiasi colore, il desiderio, meglio ancora il bisogno, di lottare sempre e comunque, spesso inutilmente contro qualsiasi barriera.
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