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La classe è un insieme eterogeneo di persone che, tuttavia, presenta assai spesso alcune caratteristiche fisse.

In genere è composta da una fascia di alunni ben preparati, motivati all'apprendimento, con capacità intellettive molto buone e con relative aspettative di miglioramento di quanto già hanno appreso durante la frequenza delle Scuole elementari.

 

 

Vi sono, poi, ed è questo in genere il gruppo più importante dal punto di vista numerico, alcuni ragazzi che hanno vivacchiato alle Elementari, hanno comunque ricevuto gli elementi  culturali di base e sono, quindi, alle medie per completare in modo regolare la loro preparazione.

Si tratta, in ultima analisi degli alunni più facili da "gestire".

 

 

Poi ecco il gruppo dei ragazzi, il cui numero varia di anno in anno (ci sono annate fortunate e altre disastrate da questo punto di vista ) che, per i motivi più vari non hanno acquisito quelle abilità di base necessarie alla frequenza della scuola media.

Non mi riferisco, ovviamente, ai portatori di handicap vero e proprio, per i quali il discorso è naturalmente diverso, ma penso a quei ragazzi che non sanno ancora ben leggere e scrivere, che non riescono ad eseguire calcoli elementari, che non sanno esprimersi con sufficiente chiarezza.

 

Questo per quel che riguarda la composizione standard di una classe dal punto di vista umano.

Ma non è da dimenticare l'ambiente in cui si opera, in cui si trova la scuola e quindi la classe che ti è stata affidata.

Anche su questo ho una certa esperienza.

Ho lavorato per anni in una scuola di provincia, in una scuola della periferia della mia città, in una scuola del centro.

Ho conosciuto il primo analfabeta della mia vita , in città : era la giovane mamma di un alunno di prima media !

Non ho mai avuto a che fare con tante famiglie irregolari, come da quando sono venuta a contatto con il mondo scolastico della mia città, periferia o centro non ha importanza.

Non dò , ovviamente, giudizi morali che non mi competono, ma volevo soltanto far notare come l'insegnante , molto spesso, si trovi a dover fronteggiare situazioni che nessun corso di aggiornamento, nessuna simulazione potrebbe neppur lontanamente prevedere.

 

 

Della classe fanno parte , a pieno titolo, gli insegnanti.

Ne ho conosciuti tanti e di tutti i tipi: "persone" diverse per carattere, cultura, educazione, motivazioni, aspettative.

Un tempo, almeno in provincia, in un Consiglio di classe il numero degli insegnanti  e quello delle insegnanti era in equilibrio . Da qualche tempo, la componente femminile è nettamente preponderante.

L'ultimo Consiglio di classe di cui ho fatto parte, ad esempio, era esclusivamente femminile!

Un tempo la "virilità" era garantita almeno dal docente di Religione, ma in quell'anno non troppo lontano l'insegnamento di questa disciplina era stato affidato  ad una giovane, entusiasta signorina, diventata poi signora per legittimo matrimonio

 

E i Presidi ? Altra componente importante della vita di una classe!

Il Preside migliore è, secondo me, quello competente, coerente, che fissa regole precise, le rispetta e sa farle rispettare, che non vuol essere protagonista, che è presente senza farlo pesare, che rispetta le competenze altrui.

Non è facile, davvero, fare il Preside oggi !

E il personale non docente , i cari "bidelli" di un tempo, diventati oggi efficienti "ausiliari"?

Sono spesso il salvagente della classe, anche se a poco a poco , nel corso degli anni, prima da studentessa e poi da docente, ho visto appannarsi sempre di più la figura della "bidella-chioccia" cui potevi rivolgerti per ogni necessità. Peccato!