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Fare l'insegnante è un lavoro molto stimolante, ma anche molto stressante.

Entri in una classe per la prima volta, e l'esperienza si ripete ad ogni anno scolastico, e ricominci tutto da capo!

Certo dopo venti. trent'anni hai una certa esperienza. ma il "prodotto" su cui devi lavorare è sempre diverso, per cui o ti irrigidisci su schemi prefissati e comincia l'inferno, o ti rimetti in discussione e comincia lo stress.

Ricordo la mia prima esperienza di insegnante di scuola media, ormai tanto lontana nel tempo.

Avevo già avuto la possibilità di fare qualche supplenza alle elementari, sfruttando il mio diploma di maestra ottenuto con onore, ma non possedendo un istinto materno molto spiccato, non riuscivo ad ingranare nel mio rapporto con alunni piuttosto piccoli, bisognosi di tutto.

Erano certo altri tempi. i primi anni sessanta, ma avevo l'impressione che il  contatto con i ragazzini delle elementari rendesse me più infantile senza far crescere loro.

Ho preferito quindi seguire un'altra strada. Mi sono iscritta all'università, ho frequentato la facoltà di lingue e ho conseguito la mia bella laurea.

Subito dopo, com'era usanza a quei tempi, via di nuovo sui libri a preparare gli esami di abilitazione all'insegnamento:

Nel frattempo, assieme a tanti altri colleghi, avevo compilato enormi schedoni multicolori in cui proponevo le mie abilità per ottenere un posto. Si potevano esprimere delle preferenze e le località di provincia erano , naturalmente, le meno appetibili, anche se le più probabili.

Era la fine di ottobre del 1968 quando mi arriva il primo documento dal Provveditorato agli studi : la nomina a insegnante di Materie Letterarie in una scuola media di un paese, Musile di Piave, di cui a quel tempo, lo confesso, non avevo mai sentito parlare.

Choc. Materie letterarie a Musile ? E dov'è Musile ?

Mio fratello esperto viaggiatore, lo identifica in una carta stradale nelle vicinanze di San Donà di Piave. Come raggiungerlo? Ci sono due possibilità : l'autobus che, però, parte a ore antelucane e il treno che arriva fino a S. Donà e poi ti arrangi !

E per quel che riguarda la materia da insegnare ? Rapido consulto con amici e parenti vari : il francese, come lingua straniera oggetto di studio alle medie era già in crisi e tutti mi consigliano di "arraffare" la nomina e .. ringraziare il Cielo!

Invio il previsto telegramma di accettazione al Provveditorato e il 6 novembre del 1968 parto per Musile.

Una gentile signora che sarebbe poi diventata una collega e una carissima amica, mi ha confessato in seguito di avermi subito identificata per una novellina, visto che ad ogni fermata dell'autobus ero pronta per scendere, pensando di essere arrivata a destinazione!

Il viaggio durava quasi un'ora ma io non lo sapevo!

Ho avuto tutto il tempo di  fare pratica, visto che in quel Paese sono rimasta per tredici anni.

Ho percorso migliaia di Km., ma anche quando avrei avuto la possibilità di trasferirmi altrove, non l'ho fatto, visto che in quel paese, in quella scuola, con quei ragazzi e soprattutto con un gruppo di colleghi affiatati, ho passato quelli che potrei definire gli anni più belli della mia vita.

A distanza di tanti anni ricordo ancora molto bene il mio primo impatto con quella realtà scolastica: ero stata assegnata alla sezione B e avrei dovuto occuparmi di una prima e di una terza.

Ho conosciuto per prime le ragazze ( il corso era femminile ) della III° B. Erano 32 !!!

Ne ricordo ancora qualcuna. Oggi hanno più di quarant'anni ma molte si sono ricordate di me in occasione di fatti importanti della loro vita.

Ricordo meglio, ovviamente, gli alunni conosciuti in tempi più recenti e dato che nel tempo le classi erano diventate miste, rivedo le facce simpatiche, a volte buffe, a volte sfrontate di qualche maschietto.

Non ho nessun ricordo negativo, perchè posso  dirlo con tutta sincerità, ho sempre avuto con i miei ragazzi un ottimo rapporto fatto di reciproco rispetto, di coerenza, di impegno, di osservanza comune di regole discusse, fissate, accettate ed applicate, senza deroghe.

 

A tutti questi ragazzi, nessuno escluso, la mia riconoscenza e il mio grazie .