Un colore indefinito ed indefinibile ...

 

 

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Un colore indefinito ed indefinibile , qualche rumore ovattato, leggero, difficile a percepirsi,un senso di galleggiamento, piacevole.

"X" si affaccia così alla vita.

E' piccolissimo, pesa pochi grammi, si guarda attraverso occhi che ancora non vedono e si vede strano. E' un qualcosa senza  una forma ben definita.

Ma c'è un piccolo, ritmico movimento al centro di quell'ammasso  che neppure lui sa bene cosa sia : è qualcosa che pulsa, che batte, che lo fa sentire vivo.

"X" si muove, si agita, si sposta di poco, non può cambiare posizione più di tanto: è in una gabbia, già prima di nascere.

Lui non lo sa ancora, ma tante saranno le gabbie della sua vita!

Quella, però, tutto sommato, non è male. Non vi sono sbarre, vi è una specie di involucro trasparente che lo avvolge.

Non può uscire, è vero. ma è il resto che entra e va da lui, la vita, il nutrimento ...quanto mangia la sua carceriera!, i rumori, qualche parola, qualche leggera carezza, qualche strano scossone.

Pazienza, "X" non sa ancora nulla. Per ora  si lascia vivere, crescere e di giorno in giorno si piace sempre di più.

Le gambette, le braccine, qualche peletto qua e là, testolina, nasetto, occhi, piccola bocca : sì è proprio grazioso il suo nuovo aspetto.

Poi uno sguardo più attento e una stupefacente scoperta : il suo corpicino non è più anonimo : è una LEI.

Un po' di delusione?, ma neppure per sogno, anzi meglio così!

Ma quanto dovrà ancora rimanere in gabbia ?

"G" è stanca, non vede l'ora di uscire all'aperto : si mette a testa in giù, chissà perchè le sembra quello il modo più comodo per uscire e poi farà prima a vedere quel che l'aspetta.

Da qualche tempo è più irrequieta, qualcuno là fuori tocca spesso la sua prigione. Ha anche sentito qualche brivido di freddo , devono aver toccato la sua carceriera con qualcosa di metallico. C'è una specie di agitazione fuori della sua gabbia.

"G" non ne può proprio più, spinge, scalpita , spinge ancora, uno scossone, un'enorme fatica, prima un gran caldo, poi un'arietta fresca sulla faccia, poi ...