Il cinema italiano

2 ° parte

 

 1995 - Centenario del cinema italiano

 

Valentino (Rodolfo)

Valentino (Rodolfo), nome d'arte di Rodolfo GUGLIELMI, attore italiano del cinema americano (Castellaneta, Taranto, 1895 - New York 1926). Emigrato negli Stati Uniti nel 1913, divenne ballerino e, come tale, esordì sullo schermo in Alimony (1918). Dopo una ventina di film ebbe dalla Metro Goldwyn Mayer, grazie alla sceneggiatrice e talent-scout June Mathis, la parte di protagonista nei Quattro cavalieri dell'Apocalisse (1921) con cui, di colpo, divenne il divo dal "fascino latino". Nello stesso anno interpretò The Uncharted Sea, La signora dalle camelie con Alla Nazimova, La commedia umana e, passato alla Paramount, Lo sceicco, che consolidò la sua grande popolarità. Altri celebri film furono Sangue e arena(1922), Monsieur Beaucaire (1924), L'aquila (1925), Il figlio dello sceicco (1926). La sua malattia e la sua morte prematura scatenarono isteriche manifestazioni di folla e diedero inizio a un vero e proprio "culto" che si protrasse a lungo.

Totò

TOTO', nome d'arte di Antonio DE CURTIS, attore italiano (Napoli 1898 - Roma 1967). Dotato di un aspetto fisico inconsueto, dal viso asimmetrico con zigomi e mento prominenti, e capace di movimenti a scatti, quasi una marionetta o un disegno animato, esordì a Napoli sulle scene d'avanspettacolo cimentandosi nel tradizionale repertorio di macchiette e di parodie ispirate alla colorita realtà locale. Tra il 1933 e il 1949 fu a capo di proprie compagnie di rivista che presentarono in tutta Italia,  spettacoli  in cui  egli impose il proprio tipo (una vera e propria maschera che divenne in breve popolarissima) dell'omino indifeso e malizioso, sempre pronto a intrufolarsi nell'occasione piccante e sempre in grado di cavarsi da ogni impaccio con soluzioni di tipo assurdo e surreale. Lo stesso personaggio ebbe a portare sullo schermo nei numerosi film (più di 120) che interpretò tra il 1937 e il 1963.

Federico Fellini

Fellini  (Federico), regista cinematografico italiano (Rimini 1920-Roma 1993).

 Dopo un'adolescenza scioperata nella città natale, la cui eco si riscontra più tardi nel film I vitelloni, si trasferì a Roma alla redazione del settimanale  umoristico Marc'Aurelio e iniziò la collaborazione a soggetti e sceneggiature di films

. Da solo, invece, Fellini diresse nel 1951 Lo sceicco bianco, acuta e divertente satira  del mondo dei fumetti, che tuttavia ebbe scarso successo. Invece il nome del regista  si rivelò clamorosamente con I vitelloni (1953).

 Dopo Fellini poté realizzare La strada(1954), film di alto impegno,

 che consacrò anche la protagonista Giulietta Masina, moglie del regista fin dal 1943.

 Minor successo riscosse Il bidone (1955), storia avventurosa e pittoresca di un gruppo di truffatori, mentre Le notti di Cabiria (1956), ancora con la Masina come interprete, affrontò l'ambiente

 della piccola prostituzione con singolare prospettiva umana e psicologica..  

 

Cinecittà

Manifesto dedicato a " Cinecittà 95 " , realizzato da massimo Antonello Galeng in occasione del centenario del cinema

 

 

Vai alla pagina seguente

Torna alla prima pagina "Il cinema italiano "