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Non è questo il luogo per scrivere una storia, anche brevissima, del Cinema .

Mi è sembrato però doveroso rivolgere almeno un pensiero a chi il cinema ha inventato e al primo rudimentale apparecchio cinematografico.

 

 

Le polemiche sulle priorità  non si sono ancora spente, ma è assai verosimile attribuire a Louis Lumière il merito di avere realizzato per primo una proiezione tecnicamente accettabile di una lunga serie di immagini fotografiche su uno schermo (ricordiamo che il cinematographe ( 1895)
è  un apparecchio reversibile: serve tanto per la ripresa che per la proiezione - e persino alla stampa). La pellicola viene fatta avanzare da una combinazione di griffe azionate da una camma ad eccentrico. Ogni ciclo del meccanismo si svolge in due tempi: a) l'otturatore è chiuso. Le griffe penetrano nelle perforazioni della pellicola, la abbassano di un passo, poi  si ritirano dalla pellicola; b) la pellicola è immobile mentre le griffe, da sole risalgono alla loro posizione iniziale. L'otturatore è aperto e lascia passare il flusso luminoso.                                     

Il ciclo si riproduce 16 volte al secondo. Le immagini elementari intercalate da nero vengono quindi proiettate una di seguito all'altra. La persistenza ottica trasforma le percezioni fisse e separate in una visione unica, continua e mobile.

 «Ogni volta un'immagine viene a sostituirne un'altra I. . .1. Ogni volta l'immagine successiva caccia via la precedente e ne prende il posto conservandone più o meno il ricordo» (Jean-Luc Godard).

 

Ed ora pensiamo ai francobolli che sono stati dedicati in Italia alla storia del cinema.

Essi sono presentati in ordine cronologico in base all'anno di emissione.

1° parte

1988 - Il neorealismo

Corrente o tendenza che, nel quadro di una generale svolta verso il realismo nell'immediato dopoguerra, si sviluppò in Italia all'incirca dal 1945 (Roma città aperta di R. Rossellini ) al 1951.

 

Ossessione

Ossessione , film italiano realizzato nel 1942 da Luchino Visconti, che si ispirò al romanzo di J. M. Cain Il postino suona sempre due volte, interpretato da Massimo Girotti, Clara Calamai, Juan de Landa. Considerato da molti il film che anticipò e aprì la strada al neorealismo, è certamente la prima opera di classe europea del cinema italiano. Gino, divenuto l'amante di Giovanna, ne sopprime il vecchio marito con la complicità della donna; la loro relazione, intrisa di sensualità e di rimorsi, finirà tragicamente.

Ladri di biciclette

Ladri di biciclette ,filmitaliano diretto nel 1948 da Vittorio De Sica: Tratto da un romanzo di Luigi Bartolini (1946) e interpretato da un operaio (Lamberto Maggiorani) e da un ragazzo (Enzo Staiola), narra la vicenda di un disoccupato che, per poter trovare lavoro come attacchino municipale, ottiene con grandi stenti una bicicletta, che gli viene rubata. Disperato, l'uomo si mette con suo figlio alla ricerca dei ladri e vive in ventiquattr'ore una serie di momenti dolorosi e angosciosi finché, di fronte all'impossibilità di rientrare in possesso del prezioso veicolo, presso uno stadio di calcio cerca di rubare a sua volta una bicicletta: viene inseguito e arrestato dai passanti sotto gli occhi del bambino; ma alla fine viene lasciato andare. Il figlio lo prende per mano manifestandogli la sua solidarietà.

 

Roberto Rossellini

Rossellini (Roberto),regista cinematografico italiano (Roma 1906-1977).

 Dopo una mezza dozzina di cortometraggi, esordì nel lungometraggio con La nave ianca (1941),  seguito nel 1942 da due altri film di guerra (Un pilota ritorna, L'uomo della croce)  e da Desiderio (1943). Con Roma, città aperta(1945) e Paisà(1946) realizzò due film  innovatori di grande importanza, che sono all'origine del “neorealismo italiano” e  che diedero un'appassionata e drammatica testimonianza sull'Italia in guerra fratello

 

Giuseppe De Sanctis

De  Sanctis (Giuseppe), regista cinematografico italiano (Fondi, Latina, 1917-1997)

. Dopo essere stato critico cinematografico della rivista Cinema, passò alla regia  con Caccia tragica (1947), nel solco del neorealismo

 Più che il fortunato ma commerciale Riso amaro (1949) e più che Non c'è pace fra gli ulivi (1950), deve essere ricordato per Roma, ore 11(1951).  

 

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