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In questa pagina sono presentati i francobolli italiani emessi dal 1982 al 1990 e dedicati ad alcuni momenti particolarmente interessanti della tradizione folcloristica italiana.

Ogni francobollo viene presentato con una descrizione  più o meno dettagliata dell'avvenimento riprodotto

 

 

Il gioco del Ponte di Pisa

Il gioco del ponte ha una tradizione lunga di secoli e trae spunto da una delle caratteristiche strutturali della città di Pisa, ovvero quella di essere divisa in due parti dal fiume Arno.

La parte nord prende il proprio nome "Tramontana", da quello del freddo vento che spira da settentrione ; la parte a sud è denominata "Mezzogiorno".

Relativamente alle origini, la leggenda vuole che il Gioco sia derivato da vere e proprie esercitazioni militari che i Pisani svolgevano per prepararsi a fronteggiare eventuali attacchi nemici.

 

La corsa dei ceri di Gubbio

La Corsa dei Ceri di Gubbio è senza dubbio una delle feste più famose nel mondo: è la più sensazionale, la più eccitante, la più pazza corsa alla quale vi possa mai capitare di assistere.Si celebra il 15 di maggio, vigilia di S. Ubaldo, e questo accade da secoli: secondo alcuni le origini della festa dei Ceri risalgono alla metà del XII secolo, quando il Comune, dopo un' importante vittoria riportata sulle città nemiche, decise di ricordare l'evento e ringraziare l'allora vescovo di Gubbio Ubaldo con una celebrazione annuale.

I Ceri sono 3 enormi macchine in legno di forma ottagonale fissate in basso a delle barelle, e alte circa 7 metri, ognuna sormontata dalla statua di un Santo: S. Ubaldo, protettore dei muratori, S. Giorgio protettore dei commercianti, S. Antonio
abate protettore dei contadini.

La Macchina di Santa Rosa a Viterbo

L'origine della Macchina risale al 4 settembre 1258, quando il corpo di S.Rosa, ritrovato incorrotto, fu traslato dalla Chiesa in cui era sepolto al Monastero che da allora divenne il suo Santuario.
Fu proprio da questa processione che ebbe inizio la tradizione del trasporto, e la trasformazione dell'altare, alla cui sommità era posta un'immagine della Santa, in un baldacchino alto alcuni metri con il quale, almeno dalla fine del Seicento, i viterbesi ogni anno ricordano quell'evento.
Dal XVIII secolo la macchina ha cominciato a crescere in altezza assumendo la fisionomia che conserva tuttora: una costruzione alta alcune decine di metri trasportata a spalla per le strade cittadine da un centinaio di uomini detti Facchini.

Questa torre luminosa, alta ormai una trentina di metri, tutti gli anni la sera del 3 Settembre, attraversa il cuore della città che si oscura completamente al suo passaggio per farne risaltare maggiormente la luminosità.
In tal modo i Viterbesi rendono omaggio alla propria "patrona" che tanto amarono in vita e che, dopo più di 750 anni, non mancano di festeggiare con grande partecipazione e solennità.

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