Il folclore italiano
2° parte
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La regata di Amalfi |
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Rievoca
il periodo consolare della città; l'episodio centrale del
corteo si rifà a Guglielmo Embriaco detto "testa di
maglio" che guidò le navi genovesi nel corso
dell'assedio di Gerusalemme durante la prima crociata.
Altra figura rappresentata è Caffaro di Caschifellone,
annalista che rievocò, con le sue narrazioni, le imprese
dell'Embriaco. Il corteo evidenzia i vari rappresentanti delle classi sociali, mercanti, armigeri e il popolo. |
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Le Candelore di Catania |
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La festa di sant’Agata è
inscindibile dalla tradizionale sfilata delle < candelore >, enormi ceri
rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene
del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in
processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica,
avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione.
Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del
cero, può variare da 4 a 12 uomini. Ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’ inizio dell’Ottocento. E’ seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi santi e piccoli pesci. Il suo passo inconfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di < bersagliera >. Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la < signorina >. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie. La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la < mamma >. Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di sant’Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28. |
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La giostra della Quintana di Foligno |
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Dal
1946 Foligno rivive il clima di un torneo cavalleresco del Seicento. .
Oggi dieci cavalieri in rappresentanza dei Rioni Ammanniti,Badia,
Cassero, Contrastanga, Crocebianca, Giotti, Mora, Morlupo, Pugilli e
Spada, si affrontano in una giostra all'anello di grande tensione e
spettacolarità In successive tornate i cavalieri al galoppo devono
infilare con la lancia anelli del diametri sempre piùpiccolo. Gli
anelli sono sospesi al braccio di una statua lignea del XVII secolo
raffigurante un guerriero. Un palio è il premio al vincitore. La
città raccolta intorno alle taveme e alle sedi del rioni, vede
sfilare nelle sue vie un corteo storico di seicento personaggi
in una suggestiva atmosfera cromatica. Difficile dire quali siano i
meccanismi che fanno sprigionare tanta miracolosa energia. Bisogna essere a Foligno nel mese di settembre per capirci |
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