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La donna nei francobolli italianiVegliano su di noi

 

Questo non è un manuale di storia, ma soltanto un percorso tematico  su un periodo molto importante  per la storia del nostro Paese, condizionato dai francobolli emessi in Italia su questo tema e finalizzato a dimostrare  come si possa usare i francobolli come supporto ad una narrazione storica.

Avvertenza !!!

Gli avvenimenti e i personaggi sono inseriti  secondo l'ordine cronologico dei francobolli ad essi dedicati.

Soltanto in alcuni casi e per alcuni personaggi si è preferito un inserimento monografico, raggruppando i francobolli dello stesso soggetto.

Il Risorgimento italiano

Indica il movimento italiano che ebbe come risultato l'indipendenza dell'Italia e la costituzione di uno stato unitario. Ebbe la sua origine nella diffusione dei principi liberali e nazionali in tutta Europa, a seguito della Rivoluzione francese, prima sotto forma di movimento segreto (carboneria) con l'organizzazione di una serie di moti (Napoli, 1820; Piemonte, 1821; Modena e Bologna, 1831) con lo scopo di liberarsi dagli invasori e costringere i sovrani a concedere la costituzione. Questi fatti storici trovano la loro radice nei concetti illuministici di fine Settecento, espressi nella cultura italiana da Parini e da Alfieri. La Giovine Italia, costituita da Mazzini, ebbe invece lo scopo di guidare all'insurrezione il popolo intero al fine di conseguire la libertà e l'unità Repubblicana della nazione. Questo movimento contribuì alle insurrezioni di Milano, Venezia e della repubblica romana (1848 - 1849) e costituì il prodromo alle vicende garibaldine.  Politicamente la svolta fu operata da Cavour nel 1852 che seppe tessere alleanze internazionali per porre i Savoia a capo del movimento nazionalista e attribuire al Piemonte l'autorità per imbrigliare le forze repubblicane e rivoluzionarie di Mazzini e Garibaldi. Dopo la vittoria della seconda guerra di indipendenza (1859) e i plebisciti per annettere al Piemonte l'Italia centrale (1860), la spedizione garibaldina consentì l'annessione del mezzogiorno e di parte dello stato pontificio. Nel 1861 fu costituito il regno d'Italia guidato da Vittorio Emanuele II. L'annessione del Veneto e di Roma (terza guerra di indipendenza, 1870) completò il processo unitario, anche se gli interventisti considerarono la prima guerra mondiale come la vera conclusione del risorgimento.

Al Risorgimento fu dedicata l'emissione di dodici valori nel 1948, in occasione del centenario della prima guerra per l'indipendenza.

                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Garibaldi

               

( Emissione 1910 )

(Nizza 1807 - Caprera 1882) Eroe dei due mondi; figlio di Domenico, si imbarcò giovanissimo, seguendo lo spirito di avventura che fu sempre suo proprio. A ventisei anni entrò nella Giovine Italia e, in seguito all'incontro con Mazzini, decise di seguirlo nella rivolta di Genova (1834).

 

                       

( Emissione 1910 )

A causa del fallimento del tentativo e della condanna a morte in contumacia, dovette riparare prima in Francia e poi in America latina, dove rimase per circa tredici anni. Qui si battè per l'indipendenza di vari paesi: fu al comando della flotta da guerra nell'insurrezione di Rio Grande do Sul contro il governo brasiliano e creò una legione italiana (le camicie rosse) nel movimento indipendentista uruguaiano dei colorados, combattenti la dominazione argentina. Le vittorie ottenute gli valsero la grande fama che lo accompagnerà al ritorno in Italia, dove fu denominato eroe dei due mondi. In Sudamerica sposò la brasiliana Anna Maria Ribeiro da Silva (Anita)

            

            

               

( Emissione 1932 )

 

. Allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, nel 1848, ebbe il permesso di tornare nel regno di Sardegna e, dopo la proclamazione della Repubblica romana, ottenne il comando della legione italiana contro il corpo di spedizione francese di Oudinot. A seguito della caduta della città fu costretto a fuggire verso Venezia. Durante il viaggio perse la moglie Anita, nella pineta di Ravenna. Ritornato in Italia nel 1854 dopo il secondo esilio in America, nel 1856 aderì alla Società nazionale di La Farina. Divenne generale dell'esercito piemontese su nomina di Cavour; per la guerra del 1859 arruolò 5.000 volontari (i Cacciatori delle Alpi) e vinse gli austriaci a Varese e a San Fermo, entrando trionfalmente in Brescia; l'armistizio di Villafranca e la cessione di Nizza alla Francia lo amareggiarono molto e incrinarono i suoi rapporti con il governo sardo. 

 

                     

( Emissione 1957 )

 

Alla notizia della rivolta palermitana (1860) organizzò a Genova la leggendaria spedizione dei Mille; salpati da Quarto tra il 5 e il 6 maggio e sbarcati a Marsala l'11, i volontari occuparono l'isola e, attraverso lo stretto di Messina, raggiunsero Napoli il 7 settembre. In seguito all'incontro a Teano con Vittorio Emanuele (26 ottobre 1860), si ritirò a Gaeta, conservando intatto il suo sogno di fare di Roma la capitale d'Italia. Nel 1862 partì alla volta della città ma, intimorito da una possibile azione di Napoleone III, il governo italiano stroncò l'iniziativa; sull'Aspromonte (29 agosto 1862) Garibaldi fu ferito e imprigionato dai soldati piemontesi. Nel 1866, scoppiata la terza guerra d'indipendenza, accettò di nuovo il comando dei volontari che condusse alla vittoria di Bezzecca (21 luglio).

 

                         

( Emissione 1970 )

             

 Ripreso il suo sogno originario, intraprese un'azione che, dopo un effimero successo contro i papalini a Monterotondo, si concluse infelicemente a Mentana (3 novembre 1867). Venne imprigionato e, in seguito, si ritirò a Caprera. La caduta di Napoleone III a causa delle guerra franco-prussiana del 1870, lo convinse a intervenire a favore della Repubblica francese contro i tedeschi, insieme a volontari di tutta Europa (vittoria di Digione, 1871). Fu deputato nel 1881. Fra i suoi scritti le Memorie autobiografiche.

 

( Emissione 1982 )

 

 

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