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| Il
parco reale di Caserta si estende per tre chilometri di lunghezza, con
sviluppo Sud-Nord, su 120 ettari di superficie. In corrispondenza del
centro della facciata posteriore del palazzo si dipartono due lunghi
viali paralleli fra i quali si interpongono una serie di suggestive
fontane che, partendo dal limitare settentrionale del Giardino
all'italiana, collegano a questo il Giardino all'inglese
Nell'area del Giardino
all'italiana si estende, a sinistra, dando le spalle al Palazzo, la
Peschiera grande, dove si allevavano i pesci che venivano serviti alla
mensa reale. Il giardino all'inglese,voluto dalla Regina Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando IV, secondo i dettami dell'epoca che videro prevalere il giardino detto "di paesaggio" o "all'inglese", sottolineatura dell'origine britannica di spazi il più possibile fedeli alla natura È quindi caratterizzato dall'apparente disordine "naturale" di piante (molte le essenze rare e, comunque, non autoctone), corsi d'acqua, laghetti, "rovine" secondo la moda nascente derivata dai recenti scavi pompeiani. Di spicco, il bagno di Venere, il Criptoportico, i ruderi del Tempio dorico. Le fontane del parco sono alimentate dall'Acquedotto Carolino, che fu inaugurato nel 1762 da re Ferdinando IV. Quest'opera che attinge l'acqua a 41 km di distanza è - per la maggior parte - in gallerie che attraversano 6 rilievi e 3 viadotti (molto noto quello denominato Ponti della Valle a Maddaloni, di 60 mt. di altezza e 528 mt. di lunghezza, ispirato agli acquedotti di epoca romana) |
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