
Inizialmente gli studiosi pensarono che il gioco avesse raggiunto l'Impero di
Roma grazie ai contatti con gli arabi, nel IX o X secolo d.C., tuttavia un
ritrovamento archeologico avvenuto nel 1932 in Molise, nell'antica cittą di
Venafro (IS), ha gettato nuova luce sul problema della diffusione del gioco
degli scacchi in epoca romana.
In
una necropoli furono ritrovati, infatti, alcuni pezzi intarsiati in osso di un
gioco da tavoliere. Tali pezzi riproducono senza dubbio alcuni componenti del
gioco degli scacchi, nella foggia che appare nei pił antichi codici miniati del
Medioevo.
Siccome i pezzi di Venafro, ed altri ancora ritrovati nelle prime catacombe
cristiane, sono stati datati ad un'epoca non pił recente del V secolo d.C., si
arguisce che il gioco dello Shatranj, od un gioco molto simile, era giunto in
territorio romano ben prima di quanto si riteneva non molto tempo fa.
Alcuni studiosi pensano che probabilmente il gioco fosse arrivato nell'Impero
romano gią nel II o III secolo d.C. tramite i legionari tornati in patria dopo
le lunghe guerre combattute in terre d'oriente, forse proprio in Persia.In
effetti parecchie fonti letterarie dell'epoca citano un antico gioco da tavolo,
il latrunculorum lusus (gioco dei soldati), che aveva notevoli
somiglianze con quello degli scacchi, anche se probabilmente ne differiva per
l'uso congiunto dei dadi.
