foto_soldati in trincea

 

Le cause della guerra furono molteplici, anche se lo scoppio viene fatto risalire all'uccisione dell'erede al trono austriaco, l'arciduca Francesco Ferdinando e della moglie a Sarajevo, per opera dello studente nazionalista serbo Gavrilo Princip il 28 giugno 1914. In realtà all'origine della guerra vi erano i contrasti tra Germania, Francia e Inghilterra per i mercati dell'Europa occidentale, il desiderio della Francia di riconquistare l'Alsazia e la Lorena, passate alla Germania nel 1870, le mire russe di espansione verso sud, a scapito dell'impero ottomano, i fermenti nazionalistici in Italia e nei Balcani. Respinto l'ultimatum austriaco alla Serbia, l'Austria dichiarò guerra alla Serbia e la invase il 28 luglio 1914, provocando la mobilitazione russa in aiuto alla Serbia e la dichiarazione di guerra della Germania contro Russia (1° agosto) e Francia (3 agosto). La violazione dei confini belga e lussemburghese da parte delle truppe tedesche rese inevitabile l'entrata in guerra dell'Inghilterra (4 agosto) contro la Germania. L'Austria dichiarò a sua volta guerra alla Russia (5 agosto) e la Serbia alla Germania (5 agosto), mentre la Turchia si alleò con la Germania. Il Giappone, alleato dell'Inghilterra, dichiarò guerra alla Germania il 23 agosto, mirando alla conquista delle colonie tedesche nell'oceano Pacifico. 

 

 

L'Italia, alleata dell'Austria e della Germania nella Triplice Alleanza, si dichiarò neutrale trattandosi di guerra di aggressione e non essendo stata consultata preventivamente. L'Italia entrò in guerra, a fianco dell'Intesa, il 24 maggio 1915, dopo il fallimento dei negoziati con l'Austria e il patto di Londra del 26 aprile. La Bulgaria invece entrò in guerra il 14 ottobre 1915 a fianco di Austria e Germania, provocando così il crollo della Serbia. Nel 1916 anche la Romania entrò in guerra a fianco dell'Intesa (28 agosto) e l'Italia dichiarò guerra alla Germania. Il 1917 fu un anno decisivo per due eventi di estrema importanza. Gli Stati Uniti erano stati neutrali finché i continui attacchi dei sottomarini tedeschi a navi statunitensi provocarono la rottura delle relazioni diplomatiche con la Germania e l'ingresso nel conflitto il 6 aprile 1917.

 

 

 La Russia era stata scossa dalla crisi politica dei primi mesi del 1917 e dall'abdicazione dello zar Nicola II. Dopo la Rivoluzione di ottobre, la Russia si ritirò dal conflitto, senza tuttavia cambiare le sorti della guerra, nonostante Austria e Germania potessero spostare dal fronte russo più di un milione di uomini. L'armistizio con la Germania fu firmato dal governo sovietico il 15 dicembre 1917. Con l'ingresso in guerra degli Stati Uniti, il presidente statunitense W. Wilson assunse un ruolo importante nella definizione della futura pace. Fattosi precedentemente promotore di un piano di pace che non prevedeva annessioni ed era basato sull'autodeterminazione dei popoli, l'8 gennaio 1918 Wilson stese un progetto di pace in quattordici punti.

 

 

 Dopo la sconfitta militare, l'Austria accettò la resa incondizionata il 3 novembre 1918. In Germania l'8 novembre l'imperatore Guglielmo II abdicò e venne proclamata la repubblica, il cui nuovo governo firmò l'armistizio l'11 novembre. Bulgaria e Turchia avevano già firmato l'armistizio in settembre, rispettivamente il 28 e il 30                                         

 

 

La conferenza di pace si riunì a Parigi e portò alla firma dei trattati tra le varie nazioni belligeranti a Versailles con la Germania (28 giugno 1919), a Saint-Germain-en-Laye con l'Austria (10 settembre 1919), a Neuilly con la Bulgaria (27 novembre 1919), al Trianon con l'Ungheria (4 giugno 1920) e a Sèvres con la Turchia (10 agosto 1920). Nel 1919 nacque anche la Società delle Nazioni, ultimo dei quattordici punti previsti dal presidente americano Wilson per la pace.