L’ansia di possedere  una macchina capace di muoversi con motore proprio risale molto lontano nel tempo: già ne parlava Bacone nel 1250 e Leonardo da Vinci nel secolo XVI disegnava una macchina semovente che però non fu mai costruita.

 

Le prime automobili a vapore furono costruite fra gli altri dal Mourdoch e Bouton.

       

 

   

 

 

L’applicazione del motore a scoppio alla trazione meccanica fu eseguita dal francese Lenoir che si avvalse degli studi di due fisici italiani  Barsanti e Matteucci.

      

 

   

Nel 1894 in Italia Enrico Bernardi costruisce a Padova una vettura  con motore a combustione interna.

 

 

Proprio in quegli anni  Torino diviene la capitale italiana dell’auto : nel 1899 nasce infatti la FIAT. 

Nel 1905 Vincenzo Lancia fonda sempre a Torino l’omonima casa e l’anno dopo a Milano nasce l’Alfa.

   

 

     

 

Intanto negli Stati Uniti la Ford (fondata nel 1903) dispone già di una catena di montaggio e in Inghilterra alcune Case tra cui la Austin avviano una produzione personalizzata e in Germania nel 1901 nasce la Mercedes.

Poi ci fu la guerra, ma il dopoguerra vide la ripresa della produzione delle auto. 

Nel 1936 , ad esempio, la Fiat realizza  una vettura destinata a fare storia, la 500°, ribattezzata “Topolino”.

In seguito si punta alla produzione e alla commercializzazione delle cosiddette utilitarie come il “ Maggiolino” tedesco o la 600 italiana, ma nello stesso tempo aumenta la produzione delle automobili di lusso.

Poi, negli anni sessanta il “boom” economico è anche il “boom” dell’automobile e la produzione in Italia e nel mondo aumentò considerevolmente.

 

 

Negli anni settanta però la crisi petrolifera provocò una gravissima crisi nel mondo dei trasporti.

Ma i costruttori corrono ai ripari progettando e costruendo vetture che consumano meno benzina come  ad esempio la “127” FIAT  o la”5” Renault. 

Nei primi anni ottanta, tra l’altro, sale alla ribalta una nuova generazione di motori Diesel veloci adatti alle vetture. 

Nella seconda metà degli anni ottanta la crisi rientra, ma la strada intrapresa pochi anni prima per necessità continua ad essere sviluppata.

  Elettronica,aerodinamica,prestazioni,affidabilità e bassi consumi rappresentano l’oggi e il domani dell’auto.

 

 

Ecco come la Repubblica di San Marino ha reso omaggio alla storia dell'automobile