La vita

Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707, ma si spostò presto dalla sua città per seguire il padre, impegnato nella professione di medico. Studiò a Perugia, a Rimini e seguì i corsi di giurisprudenza a Pavia. 

Nel 1731, dopo la laurea, cominciò a dedicarsi alla professione di avvocato, nonostante fosse sempre più attirato dall'ambiente teatrale e dalla scrittura dì commedie. Dopo avere composto alcune opere di successo, Goldoni sottoscrisse un contratto con una prestigiosa compagnia teatrale di Venezia.

Iniziò così il periodo delle sue commedie più famose: La bottega del caffè, La loeandiera, Le baruffe chiozzotte, Gli innamorati. 

Dal 1762, dopo essersi scontrato con alcuni noti personaggi di Venezia (l'abate Piero Chiari e lo scrittore Carlo Gozzi), Goldoni si trasferì a Parigi per lavorare alla Comédie  Italienne. 

Negli anni della vecchiaia, tra il 1783 e il 1787, l'autore scrisse i Mémoires,un resoconto autobiografico sulle sue esperienze quotidiane e letterarie, con molte riflessioni sul teatro. 

Morì a Parigi nel 1793.

Il Pensiero

A Goldoni si attribuisce un' importante riforma del teatro italiano. 

Ai suoi tempi, infatti, la forma teatrale più diffusa era la commedia dell'arte, che prevedeva una recitazione libera intorno a una sceneggiatura appena abbozzata, una specie di semplice schema chiamato "canovaccio".

Al canovaccio Goldoni sostituì un testo scritto, che obbligava gli attori a seguire tutte le battute che componevano l'opera. 

Inoltre, le maschere tipiche della commedia dell'arte, ormai troppo scontate e prevedibili (Pantalone: il vecchio ricco e avaro preso in giro da tutti; Arlecchino: servo ignorante e vigliacco, ma astuto; Colombina: la servetta vivace e civettuola ...), lasciarono il posto a personaggi dai caratteri molto più originali e approfonditi psicologicamente, derivati dalla diretta osservazione del mondo e della società, soprattutto dell'ambiente borghese. 

In questo modo, oltre a rendere il teatro molto più brillante e vivace, Goldoni si propose di conseguire anche un fine morale ed educativo: quello di "correggere i costumi attraverso la rappresentazione comica".