
|
|
La vita
Sulla vita di William Shakespeare si hanno poche notizie.
Si sa che nacque nel 1564 a Stratford-upon-Avon, un paese a nord-ovest di Londra, da famiglia borghese. Negli anni successivi al 1585 si trasferì definitivamente a Londra per lavorare come scrittore di testi (commediografo), attore e impresario in una compagnia teatrale molto famosa.
Nel 1599 Shakespeare divenne uno dei proprietari del teatro Globe. Da quel momento iniziarono ad essere rappresentati con successo i suoi drammi più noti, tra cui ricordiamo Macbeth, Amleto, Otello, Re Lear, Giulietta e Romeo, di contenuto tragico, e inoltre Pene d'amor perdute, La bisbetica domata, Come vi piace e Molto rumore per nulla, di contenuto più leggero e brillante.
In alcuni drammi, come Sogno di una notte di mezza estate e La tempesta, l'opera teatrale si costruisce intorno alla scoperta di luoghi favolosi e incantati, mitici, dove la memoria e la fantasia servono a evadere dai problemi politici e sociali del presente.
Shakespeare morì nel 1616.
![]()
Il pensiero
Per tutte le sue opere, Shakespeare trasse ispirazione dal mondo londinese del suo tempo, facendone rivivere sulla scena le emozioni e le passioni.
Nelle tragedie, di argomento classico o storico, l'attenzione è tutta rivolta al dramma interiore dei protagonisti, di cui l'autore analizza in profondità i sentimenti, mettendone in luce la lotta interiore e le debolezze.
Nelle commedie, ricche di umorismo e di fantasia, inserisce elementi tratti dalla tradizione latina e italiana, come i travestimenti e gli scherzi. Non solo l'autore alterna commedia e tragedia, ma anche elementi comici e tragici in una stessa opera, poiché l'arte è, secondo lui, imitazione della vita e in essa convivono comico e tragico, felicità e dolore.
I caratteri cambiano, si trasformano secondo le passioni e i desideri, le gelosie, le astuzie, gli inganni. L'amore è inteso da Shakespeare nella sua instabilità, ora passione travolgente ma contrastata, come quella di Romeo e di Giulietta, ora motivo di gelosia come per Otello. In ogni caso, l'ironia e l'intelligenza dell'autore fanno sì che i sentimenti siano espressi dai suoi personaggi in modo sempre vivo e originale.
All'epoca di Shakespeare, il teatro inglese raggiunge la sua massima fioritura, favorito anche dal grande interesse manifestatogli dalla regina Elisabetta II, tanto che si parla, per questo periodo, di "teatro elisabettiano".-